Mendrisiotto zona franca?
A parlarne, poco dopo essere stata eletta al Parlamento nazionale, domenica scorsa, è stata la vice sindaco di Chiasso, Roberta Pantani Tettamanti. Per far fronte alla concorrenza italiana e rispondere all’eccessivo apprezzamento del franco, la neodeputata lancia l’idea di trasfomare il Mendrisiotto in zona franca. Il fatto curioso è che quando era l’euro ad essere moneta forte, una proposta del genere era arrivata dalle province di confine.
Abbassamento del IVA per il settore alberghiero, diminuzione dei dazi sui carburanti, Roberta Pantani Tettamanti, eletta domenica alla camera dei deputati elvetica nelle liste della Lega dei Ticinesi, non perde tempo. Per contracambaire la fiducia dimostratagli dai suoi elettori, in prevalenza del Mendrisiotto, propone con grande tempismo di trasformare l’area a ridosso del confine con l’Italia in zona franca.
E’ evidente che l’apprezzamento del franco, sta tagliano le gambe all’economia di frontiera. A farne le spese sono prima di tutto i commerci. Basti guardare durante i finesettimana quante sono le vetture ticinesi che si recano oltre confine a fare la spesa. D’altra parte, per gli italiani, fare la spesa in Svizzera, salvo l’eccezione degli Outlet, non è più assolutamente attrattivo. Ma anche i distributori di benzina non fanno festa. Fare il pieno nel Mendrisotto è sempre meno conveniente visto che la differenza di prezzo con i distributori d’oltre confine si è di parecchio ridotta. Per non parlare del settore turistico.Passare un periodo di vacanza in Svizzera o unicamente pernottare in un hotel ticinese, con il cambio attuale, diventa proibitivo. Insomma, la neodeputata leghista crede nella possibilità di far passare a Berna l’idea che per salvare l’economia del Mendrisiotto bisognerà ripensare il quadro normativo e fiscale della regione di frontiera.
Il fatto curioso è che quando era l’euro ad essere moneta forte ed erano gli italiani a venire in Ticino a fare la spesa, furono le province a proporre di costituire una zona franca per arginare l’erosione di clientela locale. A questo punto, sarebbe forse tempo e ora che se si vuole veramente percorrere questa strada si potrebbe cominciare a ragionare sulla possibilità di realizzare una zona franca transfrontaliera. Mal comune mezzo gaudio.
Mario Besani
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