Mendrisiotto: preoccupazioni per la riduzione delle Guardie di confine
I tagli di bilancio imposti dalla Confederazione potrebbero comportare anche la riduzione del numero delle Guardie di confine. Grido d’allarme dei parlamentari del Mendrisiotto Quadranti, Cavadini e Solcà che chiedono al Governo cantonale di intervenire per scongiurare la riduzione dei doganieri nel distretto.
Matteo Quadranti, vicesindaco di Balerna e parlamentare ticinese, unitamente ai colleghi di Gran Consiglio Samuele Cavadini e Corrdo Solcà, corrono oggi in difesa del Mendrisiotto sul quale potrebbe pesare il taglio di 140 persone pensato per il corpo delle Guardie di confine. La misura è in via di decisione da parte della Confederazione. I tre chiedono, in particolare, al Governo ticinese di intervenire affinchè la riduzione del personale non penalizzi il Mendrisiotto.
Nell’interrogazione scritta a tre mani rilevano innanzitutto come “l’Amministrazione federale abbia tempo sino a settembre 2014 per formulare delle proposte al Consiglio e al Parlamento federali in relazione al programma di risparmio sul personale federale che dovrebbe portare ad una riduzione dei costi di ca. 300 Milioni di franchi. A quanto pare si parla sin da ora che queste misure di risparmio, per quanto attiene all’amministrazione delle dogane, potrebbero portare ad una riduzione di 140 impieghi nel servizio civile e di 120 agenti fra le guardie di confine.” Una decisione che, come detto, penalizzerebbe il Mendrisiotto.
“Orbene, tenuto conto della situazione particolare del Ticino, e del Mendrisiotto in misura ancor più marcata, per quanto attiene al tema della sicurezza (fatto che oseremmo definire notorio e che non necessita di maggiori illustrazioni salvo rammentare il recente incontro tra i Municipi del Mendrisiotto con il Capo dipartimento delle Istituzioni), riteniamo che si debba fare subito tutto il possibile per evitare che a Berna si pensi anche soltanto di ridurre posti di lavoro, segnatamente quelli sopra indicati.”
Nella fattispecie, Ticino e Mendrisiotto hanno formulato richieste pressanti di maggior impiego di forze dell’ordine sul territorio e al confine. “Ovviamente non si può pensare solo ad una maggiore presenza della Polizia cantonale ma bisogna che le Guardie di confine non solo non vengano ridotte ma anzi vanno aumentate e ciò anche tenendo conto della mozione del Consigliere nazionale Marco Romano che è stata accolta dalle Camere federali. Pertanto la voce circolante secondo cui a Berna si pensa ai tagli di personale sopra indicati pare francamente una presa in giro e ciò tanto più che a fronte di paventati disavanzi, i conti della Confederazione si sono chiusi con un utile miliardario.”
Quadranti e cofirmatari, quindi, chiedono al Consiglio di Stato se intenda “intervenire (se del caso nuovamente e puntualmente) a Berna, sia verso il Consiglio federale sia verso l’Assemblea federale (in particolare le Commissioni finanze dei due rami del parlamento), senza tralasciare la deputazione ticinese, al fine di scongiurare i tagli sopra indicati ma anche per chiedere che venga rispettato l’impegno di aumentare gli effettivi in Ticino.”
Red.
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