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Zona franca anti burocrazia: la Lombardia si attiva

11 ottobre 2013 – 11:19Nessun Commento

(Foto Regione Lombardia)

Rendere la vita più facile a chi fa impresa in Lombardia. Questo il progetto della Regione che mira a creare una zona franca contro la burocrazia. Se n’è parlato all’Assemblea di Confindustria a Cernobbio, con Roberto Maroni in prima linea per promuovere le PMI lombarde.

“Quella della zona franca contro la burocrazia per la zone di confine è un’iniziativa che stiamo sostenendo. E, nella riunione della Giunta regionale che faremo a Riccagioia (Pavia), l’assessore alle Attività Produttive Mario Melazzini presenterà una delibera che darà attuazione al principio della zona franca a zero burocrazia, avendo come obiettivo l’idea di rendere la vita più facile a chi fa impresa”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni a margine dell’assemblea di Confindustria Como a Villa Erba, a Cernobbio. “Vediamo che molte nostre imprese – ha proseguito il presidente -, soprattutto piccole e medie, emigrano in Cantone Ticino, dove trovano condizioni nettamente più favorevoli da un punto di vista fiscale e anche burocratico. Noi vogliamo colmare questo gap e trovare soluzioni, per trattenere qui le nostre imprese. Per questo è fondamentale creare una zona franca a burocrazia zero, per poter reggere la concorrenza che arriva dal Canton Ticino e attira i nostri imprenditori, esattamente come abbiamo fatto per i nostri benzinai con la Carta sconto, equiparando il costo della benzina dei nostri distributori di confine con quelli svizzeri. Una misura che sta funzionando. Ed è quello che vogliamo fare anche per le imprese, creare una zona franca a burocrazia zero”.

Attenzione sarà posta anche alle assunzioni dei giovani. “Chiederò al ministro del Lavoro Enrico Giovannini di intervenire per una rimodulazione del plafond per le agevolazioni alle imprese che assumono giovani, che si è esaurito solo per la Regione Lombardia per un errore di calcolo compiuto dal Governo. Abbiamo saputo – ha proseguito il presidente Maroni – che è stato già esaurito il plafond a disposizione della Regione Lombardia per le agevolazioni alle imprese che assumono giovani, un plafond che si è esaurito solo per la Lombardia per un errore di calcolo fatto a Roma, mentre le Regioni del Sud non hanno sforato nemmeno il 10 per cento della disponibilità. Per cui, esauriti questi fondi, tutte le nuove domande presentate dalle imprese lombarde saranno respinte. Per questo chiederò subito al ministro Giovannini una rimodulazione del plafond, perché qui la richiesta c’è e non è giusto che non sia soddisfatta solo perché hanno fatto male i conti nel riparto dei 160 milioni per finanziare le nuove assunzioni”. “Non possiamo accettare – ha concluso il presidente Maroni – che le tante domande che stanno arrivando dalle nostre imprese per assumere i giovani non possano essere accettate non perché i fondi sono finiti, ma perché hanno calcolato male i soldi da assegnare alla Lombardia”.

Com./Red.

 

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