Accordi fiscali con Svizzera: Bruxelles non gradisce…anzi minaccia
La Commissione europea non sembra avere molto apprezzato gli accordi fiscali bilaterali fra Svizzera, Gran Bretagna e Germania. Lo dice chiaramente il commissario europeo per la fiscalità, Algirdas Semeta. La commissione starebbe addirittura studiando la possibilità di sanzionare attraverso una procedura di infrazione, Londra e Berlino se si dovesse verificare che gli accordi da loro firmati con Berna sono in contrasto con il diritto europeo.
Che abbia ragione il ministro italiano Tremonti? Dopo decine di accordi fiscali sottoscritti dalla Svizzera con molti partner in tutto il mondo compreso due pesi massimi dell’UE come Gran Bretagna e Germania, il commissario europeo per la fiscalità, ieri, è uscito per la prima volta allo scoperto, minacciando una procedura di infrazione se si rivelasse che gli accordi sottoscritti con Berna da parte di Londra e Berlino, sono contrari al diritto europeo.
La minaccia di Semeta, anche se un pò tardiva, appare assolutamente seria. Il comissario europeo alla fiscalità ha detto di comprendere la volontà di alcuni Stati membri di trovare soluzioni che permettano il rientro di capitali. In questo senso, ha spiegato, siglare accordi fiscali bilaterali risulta essere «molto attrattivo».
Ciononostante in questo settore dovrebbero essere rispettata la competenza della Commissione. “Quest’ultima -ha aggiunto Semeta- non si diverte affatto quando vengono siglati accordi bilaterali in ambiti di sua competenza. Non esiteremo, dunque, ad adottare misure correttive” ha spiegato Semeta.
Le ragioni di Tremonti
Che abbia con ciò ragione il ministro Tremonti? Il capo delle finanze del governo Berlusconi, da mesi, secondo quanto scrivono alcuni giornali, terrebbe nascosta una bozza di accordo fiscale con la Confederazione. E questo malgrado le pressioni di molti suoi colleghi, in primis la Lega, che vorrebbe finalmente chiudere le pendenze con Berna e soprattutto incassare una ventina di miliardi di euro nei prossimi due o tre anni: una benedizione per le disastrate casse “romane”.
Tremonti, invece, non molla ritenendo che firmare un accordo fiscale con la Svizzera, simile a quanto hanno fatto Gran Bretagna e Germania, premierebbe chi ha sempre evaso il fisco e vanificherebbe tutto ciò che è stato messo in atto negli ultimi anni per frenare l’erosione di capitali verso l’estero.
MB
Articoli correlati:
- Accordi fiscali:… e Monti che fa?
- Accordi fiscali svizzeri: Bruxelles approva
- Accordi fiscali: colloqui decisivi a Bruxelles
- Accordi fiscali: per la Svizzera non si cambiano !
- Accordi fiscali con Germania e Gran Bretagna da rivedere?
- Svizzera, piazza finanziaria “performante e pulita”
- Scacco agli accordi fiscali
- Accordi fiscali: per Svizzera un conto salato
- Accordi fiscali: l’UE non approva quelli tra Svizzera, Germania e Gran Bretagna
- Accordi fiscali: nessuna indicazione da Roma













