Tremonti e Berna: ci si riparla?
Si sarebbe riaperto il dialogo fiscale fra Roma e Berna. A sostenerlo è “Milano Finanza” nell’edizione di oggi. Giulio Tremonti, in cambio del mantenimento del segreto bancario pretenderebbe però una ritenuta del 30%. sui depositi italiani in Svizzera. Una percentuale simile è già stata concordata da Berna con Berlino e Londra.
Siamo ancora a livello di speculazioni.Tuttavia è da mesi, da quando le trattative fra Svizzera, Germania e Inghilterra sono arrivate in porto, che l’Italia ha cominciato a mandare segnali più concilianti verso la Confederazione. Insomma, i mesi di pesanti tensioni legati prima allo scudo fiscale e in seguito al blocco dei ristorni dei frontalieri appaiono superati.
Giulio Tremonti avrebbe, dunque, secondo quanto scrive Milano Finanza, sotterrato l’ascia di guerra mostrando invece un rinnovato interesse per ridiscutere con la Confederazione un nuovo accordo fiscale. I fattori che hanno contribuito a cambiare gli umori del superministro dell’economia sono stati molteplici. Primo fra tutti la possibilità, in caso di nuovo accordo, di portare a casa subito almeno 10 miliardi di euro. Un bel gruzzolo sopratutto quando si tratta di risanare le disastrate casse del paese! C’è da scommettere che anche le pressioni di Province e comuni di frontiera a cui la Svizzera ha bloccato i ristorni dei frontalieri, ha indotto Tremonti a rivedere la sua determinazione anti-elvetica. Infine, i recenti accordi fiscali parafati fra la Confederazione, la Germania e il Regno Unito, hanno sicuramente concorso a indebolire a livello europeo la posizione intransigente dell’ Italia.
30% di prelievo
Dunque, secondo quando scrive il giornale economico milanese, la ripesa delle trattative fra Berna e Roma sarebbe vicina.Tremonti pretendenderebbe, comunque, un prelievo anonimo del 30% sui depositi degli italiani in Svizzera, in particolare per coloro che non hanno scudato. Una richiesta che a Berna potrebbe andare bene in quanto la percentuale è molto simile a quanto concordato con Berlino e Londra. In cambio, la Confederazione potrebbe continuare a preservare l’anonimato sui nomi dei cittadini esteri con un conto in Svizzera. Insomma, anche con l’Italia, il segreto bancario sarebbe preservato.
Mario Besani
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