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Tremonti: nuova arringa contro la Svizzera

17 maggio 2011 – 17:49Nessun Commento

Giulio Tremonti (cc WEF, foto Peter Klaunzer)

Il ministro italiano dell’economia Giulio Tremonti ha nuovamente chiesto l’adozione di sanzioni contro gli Stati che violano le regole dell’Unione europea sulla tassazione del risparmio maturato all’estero. In caso contrario l’Italia continuerà a bloccare la revisione della direttiva attuale.

In occasione della riunione dei ministri delle finanze europei Eurofin, Tremonti ha denunciato la scarsa efficacia della direttiva, che risale al 2003. Oltre alle sanzioni Tremonti ritiene necessario lo scambio automatico delle informazioni. La direttiva, ha detto Tremonti “deve essere scritta in modo serio, non in modo svizzero”, aggiungendo che nella versione attuale, la direttiva dell’Ue viene e ‘’sistematicamente violata” e continuera’ ad esserlo se non dovessero essere introdotte sanzioni vere ed efficaci.

Come riferisce la Radiotelevisione della Svizzera italiana (Rsi), che propone la registrazione dell’intervento di Tremonti, il ministro italiano ha portato ad esempio quanto accade in Ticino, dove “ci sono più società di Cayman a Lugano, che non a Cayman, e comunque ci sono più società di Cayman a Lugano, di residenti a Lugano”.

Tremonti conosce molto bene la piazza finanziaria di Lugano, dove accompagnava i suoi clienti quando era ancora contitolare di uno studio specializzato in consulenze tributarie a Milano. In effetti però le norme invise a Tremonti non sono sostenute dalla Svizzera (che nell’Ue non ha voce in capitolo), ma dai paesi Ue che propongono, in materia finanziaria, norme di riservatezza pari se non superiori a quelle della Svizzera. Si tratta di Austria, Lussemburgo e ancheGran Bretagna, preoccupata di non pregiudicare l’attrattività di certi suoi strumenti societari che offrono un alto grado di protezione dagli occhi del fisco.

Il ministro dell’economia svizzero Johann Schneider-Amman ha preso atto delle dichiarazioni di Tremonti senza rilasciare commenti. Ha solo precisato che a sua conoscenza alla riunione dell’Ecofin non sono state prese decisioni.

Red.

 

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