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Frontalieri, alla cassa… malati

26 marzo 2010 – 12:189 Commenti

L’ufficio cantonale dell’assicurazione malattia di Bellinzona (UAM), sta recapitando a un certo numero di frontalieri l’avviso della loro avvenuta affiliazione a una cassa malattia svizzera. Si tratta di una misura imposta che colpisce i lavoratori stranieri che non hanno comunicato tempestivamente la loro scelta: rimanere al beneficio della mutua italiana piuttosto che passare a un’assicurazione privata svizzera. Per gli inadempienti, la fattura rischia di essere pesante.

Una lettera senza molti fronzoli in cui si comunica al frontaliere l’avvenuta affiliazione a una cassa malati svizzera. Una postilla avvisa, inoltre, che la decisione è inappellabile.

La fattura, per il neo-assicurato, rischia di essere pesante. Infatti, secondo gli accordi bilaterali, il lavoratore dipendente frontaliere, può decidere, entro i primi tre mesi dalla firma del contratto, se intende rimanere al beneficio della mutua italiana o passare a un’assicurazione svizzera. Una scelta, che per la maggioranza non si pone. Infatti, la mutua, è coperta dall’imposta alla fonte pagata dal frontaliere. L’assicurazione svizzera, invece, è privata e il lavoratore la deve pagare di tasca propria. Ma non finisce qui. Secondo gli accordi bilaterali, non solo il frontaliere è sottoposto al regime assicurativo privato ma tutti i membri della sua famiglia che non dispongono di un reddito proprio. E’ facile capire che chi non ha annunciato per tempo alle autorità cantonali le proprie intenzioni, rischia di pagare un contributo mensile salatissimo: per tutta la famiglia si può tranquillamente arrivare ai 600 franchi al mese (450 €).

La situazione, si fa ancora più complicata se si considera che la scelta dell’assicurazione privata svizzera, anche se imposta dal cantone, non può essere né contestata né disdetta.

La sospensione del contratto con la cassa malati, può avvenire solo nel momento in cui il frontaliere interrompe i suoi rapporti professionali con la Confederazione. Insomma, una palla al piede da cui è difficile liberarsi.

I sindacati ticinesi, si stanno muovendo per cercare di trovare una soluzione. Una mozione è stata presentata in parlamento per chiedere alle autorità cantonali di migliorare –quantomeno- la comunicazione. Molti frontalieri affermano, infatti, di non avere mai ricevuto un’informazione precisa né tantomeno avrebbero ricevuto gli appositi formulari dai loro datori di lavoro. Anche le comunicazioni recapitate dal cantone al domicilio dei lavoratori sarebbe state inviate con corriere semplice e non raccomandato. E’ dunque possibile che molte lettere siano andate perse. In buona sostanza, comunque, la frittata è fatta. Chi non si è regolarizzato entro il termine di tre mesi dalla firma del contratto svizzero, decidendo a quale cassa affiliarsi, ora ne paga le conseguenze. Due anni fa, quando i casi di inadempienza erano stati oltre diecimila, la Confederazione concesse una sanatoria. Questa volta è difficile che la misura si possa ripetere.

 

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9 Commenti »

  • stefano scrive:

    Io non ho mai ricevuto niente.e mi è arrivata una lettera che mi obbliga a pagare la cassa malattia svizzera.Mi piacerebbe sapere a chi devo ringraziare per cosi tanta gentilezza. qui ci vuole uno sciopero di due settimane e vediamo dove i signori del potere ci portano.poi cosa c’entrano la mia famiglia visto che non vivono in svizzera?

  • redazione scrive:

    Egregio Signor Stefano, sarebbe interessante sapere, oltre lei, quanti suoi colleghi non sono mai stati informati della faccenda. Se sono in molti è difficile che il Canton Ticino non ne tenga conto. Per ciò che riguarda la famiglia, si tratta di regole dell’Unione Europea che la Svizzera, attraverso i Bilaterali non ha fatto che recepire. Anzi, il regime che Berna ha strappato all’ UE è molto favorevole proprio perchè permette al frontaliere di scegliere se rimanere coperto dalla mutua italiana o passare all’ assicurazione svizzera. Naturalmente, lo deve comunicare agli organi competenti entro i termini prestabiliti. (entro 3 mesi dalla firma del contratto di lavoro). Mi faccia sapere, io vedo se riesco a sapere qualcosa di più. Buon WE.

  • Ares scrive:

    Buona sera a tutti.Ho già postato un mio commento all’articolo correlato (anche io sono un frontaliere iscritto d’ufficio alla cassa malati)Confermo che a giugno 2009 i casi di frontalieri “inadempienti” che avevano fatto ricorso al tribunale delle assicurazioni erano piu’ di 500 (dati trasmessi dal Tribunale delle Assicurazioni di Lugano). Aggiungo una notazione che potrà apparire interessante: secondo la legge il datore di lavoro ha l’obbligo di informare il dipendente. Bene: quando ho ricevuto ben un anno fa la notifica di affiliazione alla cassa malati e ho chiesto delucidazioni al mio datore di lavoro, lui ha alzato le spalle dicendo che nn sapeva di cosa si trattasse….e inoltre della fantomatica lettera che l’Istituto delle Assicurazioni dice di aver mandato presso la mia residenza non c’è traccia….

  • redazione scrive:

    Sulle questione è importante che ci si muova. Mi informo e poi le dico.

  • elisa scrive:

    Anche io come molti altri faccio parte dei frontalieri a cui è stata appioppata la cassa malattia svizzera.
    Peccato che io, a differenza di altri avevo provveduto a spedire il formulario per tempo, subito il primo mese in cui ho firmato il contratto ma a loro risulta non essere arrivato nulla!!! è un ingiustizia non poter dare disdetta da una condizione che io NON HO VOLUTO!
    Frontalieri svegliamoci perchè ci stanno trattando come dei burattini!!

  • imbesi francesco scrive:

    anche io sono nella stessa condizione di molti frontalieri.. circa una settimana fa mi e arrivata una lettera che avrei dovuto avvisare a che cassa malati avrei voluto affiliarmi… questo avrei dovuto farlo entro il 26 febbraio .. e la lettera mi e stata recapitata intorno al 24 marzo … sono demoralizzato mi potresti dare un consiglio sui primi passi che posso intraprendere per cercare di risolvere questa situazione…?

  • redazione scrive:

    Purtroppo non c’è molto da fare. C’è solo da sperare che il Cantone e la Confederazione, facciano una nuova sanatoria come è successo un paio di anni fa. I sindacati ci stanno lavorando e presto qualcosa dovrebbe succedere. Comunque facciamo una nuova verifica per vedere a che punto sono le trattative. Buona giornata

  • laddaga giovanni scrive:

    come si fa che il sotto scritto subisce uninfortunio sul lavoro il 19. 10 2010 documentato dal ospedale e poi a mia insaputa dopo 30 giorni e passata a malatia e io mi ritrovo con frattura vertebrale trauma cranico ecc..e non o avuto neanche un centesimo cosi funziona la svizzera?vi prego di contattarmi non so dove e achi denunciare sono disperato

  • infoinsubria scrive:

    Per affrontare questo genere di problemi la cosa migliore è rivolgersi agli enti che gestiscono uffici di consulenza diretti proprio ai frontalieri e che assistono anche chi non è membro delle rispettive associazioni. In genere il primo colloquio è gratuito. Se poi devono venir intrapresi passi legali è richiesto un contributo
    - Organizzazione cristiano sociale ticinese: http://www.ocst.com/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=1
    - Patronato ACLI: http://www.acli.ch/Html/Patronato.html

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