Ticino: no ai licenziamenti chiesti dalla Lega
Non verranno licenziati i dieci funzionari di cui il presidente della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca ha chiesto la testa in un articolo del Mattino della domenica, l’organo di stampa del movimento. Il governo di Bellinzona, in un comunicato pubblicato al termine della riunione odierna, stigmatizza la proposta di Bignasca, e lo esorta a “rinunciare a questo genere di operazioni offensive e controproducenti.”
Secondo Bignasca, i funzionari indicati nella sua black list sono da considerare “fuchi e galoppini di partito il cui unico obiettivo è distribuire posti e favori agli amici degli amici, intrigare, intrallazzare e farla da padroni senza essere mai stati eletti. E tutto questo portandosi a casa stipendi principeschi pagati con i soldi del contribuente”. Il governo ticinese definisce queste affermazioni“indicibili e censurabili”. La campagna dell’organo di stampa della Lega, secondo il governo, “offende e disonora la dignità, la personalità e la professionalità dei dipendenti dell’Amministrazione cantonale e dei funzionari oggetti di questa campagna in particolare.”
Il comunicato governativo è firmato, a nome del consiglio di Stato, dalla presidente del governo Laura Sadis e da uno dei candidati al licenziamento, il cancelliere dello Stato Giampiero Gianella. Nella tradizione svizzera della collegialità, dopo aver preso una decisione, anche i membri del governo che eventualmente erano contrari la sottoscrivono. In questo caso sembra però che anche i due consiglieri di Stato della Lega dei ticinesi siano d’accordo con la presa di posizione comune.
In conclusione il governo invita il presidente della Lega a rinunciare a questo genere di operazioni, definite “offensive e controproducenti.” Un invito che molto probabilmente è destinato a cadere nel vuoto.
Red./Comunicato
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