Expo 2015: i preparativi di Lugano
Lugano si prepara per tempo ad approfittare pienamente delle opportunità offerte da Expo 2015. Attraverso una partecipazione attiva, che comprende manifestazioni culturali, gastronomiche, eventi e momenti di promozione, la città di Lugano vuole raggiungere due obiettivi: intercettare una parte del flusso di visitatori, che potranno appoggiarsi alle infrastrutture di accoglienza della regione, e promuovere l’immagine turistica della città.
Le proposte di Lugano, elaborate da un gruppo di esperti, sono raccolte in un dossier presentato dal sindaco di Lugano Giorgio Giudici in occasione della conferenza “Expo 2015 a Milano, quali opportunità per Lugano”, organizzata dal Partito liberale radicale luganese. Giudici non ha però ancora voluto rivelare i dettagli. Si tratta ora innanzitutto di verificare con gli organizzatori di Expo 2015 se le proposte di Lugano sono compatibili con l’impostazione della manifestazione.
Le premesse sono favorevoli. Giudici ha ricordato che Lugano ha cominciato presto a credere all’Expo 2015. Già nel 2007, prima ancora che la candidatura
di Milano venisse accettata, il Municipio di Lugano ha firmato con Milano un protocollo d’intesa al fine di sviluppare collaborazioni a livello dei trasporti, della logistica e della ricettività dei 20 milioni di ospiti attesi. E se l’assemblea del Buro International des Expositions (Bie) di Parigi ha preferito Milano alla rivale turca Smirne, lo si deve un po’ anche al sostegno dei delegati svizzeri, opportunamente sensibilizzati dagli interventi ticinesi a Berna.
Con la chiusura dell’Expo di Shanghai e la consegna della bandiera del Bie al sindaco di Milano Letizia Moratti, il testimone è ormai passato definitivamente a Milano. In una prima fase si tratta ora di definire le modalità di partecipazione all’esposizione universale, che si articoleranno attorno al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”. Poi dovranno venir elaborati i progetti e nel 2012 si dovrebbe poter passare alla fase realizzava.
Giuseppe Sala, il sindaco di Milano Letizia Moratti, e Roberto Formigoni prendono in consegna a Shanghai la bandiera Bie (© Expo 2015)
In occasione della serata informativa, Fabrizio Grillo, responsabile dei rapporti istituzionali di Expo 2015, ha ricordato i parametri con cui ci si dovrà misurare: 20 milioni di visitatori, 130 paesi espositori, 7. 000 rassegne ed eventi in tutta Italia. Si prevedono investimenti per 11 mrd di euro e la creazione di 70. 000 nuovi posti di lavoro nel settore delle costruzioni, dell’informatica, della ricettività e dei trasporti pubblici.
E tutto questo ad un tiro di schioppo da Lugano. Il sito espositivo, situato a Rho, sarà per certi versi più facilmente raggiungibile dal Ticino che da certe zone di Milano. È inoltre pensabile che diverse manifestazioni collaterali possano venir decentrate.
Una opportunità importante insomma. Dalla quale potrebbero nascere anche degli impulsi per una collaborazione transfrontaliera più duratura. Lo ha auspicato, nel suo intervento il prof. Michele Amadò, della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi), che ha presentato il progetto Interreg per la valorizzazione turistica degli impianti difensivi – linea Cadorna e forti del Gottardo – che un tempo dovevano difendere l’Italia e la Svizzera da eventuali reciproci attacchi. Un investimento colossale che, fortunatamente, non ha mai dovuto venir messo alla prova. E che ora potrebbe diventare una attrazione turistica per tutta la regione.
Michele Andreoli
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