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Frontalieri e imposte alla fonte: un bel grattacapo

29 settembre 2010 – 12:06Nessun Commento

Moduli per la dichiarazione delle imposte alla fonte

La sentenza del Tribunale federale dello scorso gennaio, che ha riconosciuto a frontalieri e dimoranti le stesse deduzioni fiscali dei residenti svizzeri, sta causando non pochi grattacapi alle autorità fiscali cantonali. Al vaglio, fra le altre ipotesi, anche l’abolizione delle tasse alla fonte e l’introduzione per tutti della normale dichiarazione fiscale.

A oltre sei mesi dalla sentenza del Tribunale federale, che rispondendo al ricorso di un frontaliere francese, ha sancito il principio che nessuno può essere discriminato in Svizzera, anche in ambito fiscale, le autorità dei diversi Cantoni hanno costituito un tavolo di lavoro per cercare di decifrare le conseguenze della sentenza. Infatti la corte di Losanna si è limitata a enunciare il principio riconoscendo il diritto di frontalieri e dimoranti a far valere le stesse deduzioni fiscali dei residenti ma non ha precisato come.

Allo stato attuale dei lavori emergono diverse ipotesi possibili. La più gettonata è quella di abolire la tassazione alla fonte e introdurre per tutti la normale dichiarazione fiscale ordinaria. Questa soluzione ha però il suo rovescio. Se si dovesse scegliere questa soluzione, ad esempio il Canton Ticino, dovrebbe ingaggiare almeno quaranta funzionari per far fronte alle nuove dichiarazioni degli attuali 45 mila frontalieri e degli oltre 10 mila dimoranti. Una prospettiva molto onerosa che costerebbe al cantone almeno 20 milioni di franchi l’anno (15 Mio di €).

Un’altra ipotesi sembrerebbe essere quella di introdurre, come nel caso delle casse malati, il diritto d’opzione o di scelta. A dipendenza della convenienza, il frontaliere potrebbe decidere se presentare una dichiarazione completa dei redditi e della sostanza alle autorità fiscali del Cantone in cui lavora, deducendo tutte le spese che oggi vengono riconosciute solo ai residenti, oppure mantenere la tassazione alla fonte deducendo però solo il “forfait” che il Cantone ha fissato. Per il momento, comunque, nulla è certo né nei modi né nei tempi. Di mezzo, ci potrebbe essere ancora la rinegoziazione con l’Italia dell’accordo contro la doppia imposizione fiscale che potrebbe cambiare nuovamente le carte in tavola.

Mario Besani

 

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