Mercato del lavoro: in aumento gli abusi
Il Ticino è tra i Cantoni più attivi nell’esecuzione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone, e sfrutta tutti gli strumenti che queste ultime mettono a disposizione, sia nell’ambito dei controlli dei prestatori transfrontalieri di servizio (indipendenti e distaccati), sia nell’ambito del mercato del lavoro. Risulta dal rapporto della Segreteria di stato per l’economia (SECO).
In Ticino la quota di aziende controllate (17%) è ampiamente superiore al minimo richiesto da Berna. I controlli sono pianificati nei settori in cui si ritiene che il rischio di pressione sui salari e di sostituzione di manodopera locale con lavoratori frontalieri siano maggiori. Non a caso, sul totale di 20 contratti normali di lavoro adottati in tutta la Svizzera, 14 riguardano il Cantone Ticino.
Il 12% dei datori di lavoro controllati ha fatto registrare situazioni di abuso, mentre tra i lavoratori il tasso di abusi sale al 15%. Una quota importante di questi abusi si registra tra i lavoratori frontalieri. I controlli sui lavoratori distaccati e sulle aziende che distaccano lavoratori in Svizzera sono aumentati sia a livello nazionale che in Ticino, con un incremento del 20.4% nel numero di aziende controllate e addirittura del 37% per quanto riguarda i lavoratori.
Anche se non presenti nel rapporto, meritano una segnalazione i dati sull’aumento del numero di sanzioni emesse in Ticino dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro preposto alla verifica delle condizioni salariali e di lavoro dei lavoratori distaccati, cresciute da 391 nel 2013 alle 494 del 2014, e il relativo numero di divieti a fornire prestazioni nel nostro paese, passato da 93 del 2013 a 140 per il 2014.
Anche le sanzioni per infrazioni alla procedura di notifica emesse dall’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro sono aumentate nel 2014, con un totale di 368, rispetto alle 359 dell’anno precedente. I relativi divieti a fornire prestazioni in Svizzera sono a loro volta aumentati, arrivando a 143 rispetto al totale di 53 dell’anno precedente.
Red./Comunicato
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