Indice mondiale della prosperità: Svizzera 2a, Italia 21esima
La Svizzera è seconda solo alla Finlandia quanto a prosperità: lo dice l’indice calcolato dal centro studi britannico Legatum Institute. L’Italia bisogna invece cercarla in fondo alla lista dei principali paesi europei, dopo la Slovenia.
La graduatoria elaborata dall’ Istituto, a cui collaborano specialisti provenienti dalle università più prestigiose, tiene conto di diversi fattori considerati determinanti per la crescita economica e il benessere sociale: la ricchezza, ad esempio, deve essere ben distribuita, e tutti devono avere delle buone opportunità di mettere alla prova le proprie capacità sul mercato. Oltre ai dati economici entrano nell’indice fattori come la saldezza delle istituzioni democratiche, il funzionamento del sistema sanitario, il sistema educativo, la sicurezza e anche il grado di libertà personale.
La Svizzera risulta al primo posto con quasi tutti gli indicatori. Nessuna sorpresa per quel che riguarda l’economia, tradizionalmente salda, o la democrazia, visto che probabilmente non esiste un altro paese al mondo in cui il popolo più rovesciare con una votazione popolare quasi tutte le decisioni del governo. Ma ottiene buone note anche il sistema sanitario, al centro di tante discussioni, che viene giudicato efficiente e qualitativamente di alto livello.
I risultati peggiori la Svizzera li ottiene nell’educazione. Le ragioni sono principalmente due: la bassa percentuale di studenti universitari, e la scarsa presenza femminile negli studi superiori. Così così anche la valutazione della capacità innovativa dell’imprenditoria, a causa delle deboli cifre dell’esportazione di alta tecnologia. Scarse pure le note in materia di libertà personale: ultimamente la tolleranza verso le minoranze ha subito qualche graffio.
L’Italia presenta risultati mediocri in quasi tutti gli indicatori: le note migliori le ricevono il sistema sanitario, l’educazione e le istituzioni democratiche. In quest’ultimo campo però gli specialisti del Legatum Institute criticano lo scarso rispetto dei governanti italiani per la separazione dei poteri. Molto male la libertà personale: il 30 % degli italiani ritiene di non avere abbastanza libertà di scelta. Male anche la socialità, con solo un terzo degli italiani che ha fiducia nel prossimo. Poco esaltanti i risultati ottenuti dalla governance: secondo gli indicatori presi in considerazione, il funzionamento delle istituzioni italiane sarebbe intralciato da corruzione, inefficienza e scarsa promozione della competitività.
Michele Andreoli
Legatum Prosperity Index
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