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Frontalieri: costi bancari alle stelle

29 luglio 2010 – 11:38Un Commento

480 franchi l’anno (40 Fr. al mese) solo per le spese amministrative. Il Credit Suisse (CS) usa la mano pesante con i depositi dei non domiciliati. Ad essere maggiormente toccati sono i frontalieri costretti ad avere un conto stipendio in Svizzera. Dal primo luglio sono entrate in vigore le nuove tariffe: 40 franchi al mese contro i 7 richiesti finora.

Un rincaro che ha dell’incredibile. Si passa da pochi franchi, 7 a 40 al mese, “e questo solo per l’amministrazione del conto stipendio” dicono i sindacati. Il Credit Suisse, (CS) si giustifica affermando che comunque le tariffe andavano adattate dopo che per anni sono rimaste immutate. C’è da supporre, inoltre, che le questioni ancora in parte aperte con l’ UE e le tensioni conseguenti lo scudo fiscale italiano, abbiano costretto la banca a serrare i controlli e a dotarsi di tutto un sistema di verifica per assicurare la massima trasparenza verso gli stati esteri e non esporsi a nuove critiche. E’ almeno ciò che si deduce dalla lettera inviata a tutti i correntisti all’inizio di luglio in cui si giustificava l’aumento delle tariffe amministrative.

“Le perplessità nascono dal fatto che a farne le spese sono sopratutto i frontalieri”, dicono i sindacati, “proprio coloro che sono costretti ad avere un conto stipendio in Svizzera”. Infatti, le nuove tariffe, valgono per chi ha un deposito inferiore al milione di franchi. Insomma, l’impressione è che CS punti sui grandi capitali piuttosto che sui modesti conti dei frontalieri. E’ probabile che un aumento così drastico delle spese, porterà inevitabilmente a una chiusura in massa dei conti dei piccoli correntisti. C’è da chiedersi se da un punto di vista dell’immagine questo non sia un danno per la banca. Si vede che gli strateghi di CS ritengono di no. Fortunatamente, per il momento, il rincaro dei costi amministrativi, sembra coinvolgere solo CS. Gli altri istituti, hanno confermato che non procederanno a nessun tipo di ritocco delle tariffe. A titolo di confronto, presso l’altra grande banca svizzera, l’UBS, i costi per un conto salario con spedizione dell’esttratto conto cartaceo sono di 7 Fr. al mese. Con un saldo superiore a Fr. 10′000 i costi si azzerano, mentre aumentano notevolmente se si desidera che la corrispondenza venga trattenuta in banca.

A molti, dunque, non resta che cambiare banca. Chi chiude il conto presso CS entro il prossimo novembre, continuerà a pagare la tariffa attuale, cioè sette franchi al mese. Dopodiché scatterà il nuovo tariffario. Aprire un conto presso un’altra banca o presso le Poste é invece per tutti gratuito. Un’ utile informazione la offre, ad esempio, Postfinance che spiega anche come disdire l’attuale conto bancario e aprirne un nuovo. Presso Postfinance, il costo per la tenuta del conto è di appena 60 franchi annui. 

Michele Andreoli

 

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Un Commento »

  • Il Credit Suisse caccia gli svizzeri all’estero « Credit Suisse Lehman Brothers scrive:

    [...] Un deposito superiore a CHF 1 milione non fa parte dell’orizzonte di vita dei lavoratori frontalieri, che si ritrovano falcidiati da questa tassa, come ha rilevato infoinsubria. [...]

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