Frontalieri: di nuovo alla cassa
Le banche svizzere aumentano i costi amministrativi. Per il fermo-posta, ad esempio, la tariffa triplica. Aumentano però anche i costi relativi alla singola operazione o a quelli per gli investimenti. Molto colpiti gli stranieri e in particolari i frontalieri costretti ad avere un conto-salario in Svizzera.
Chi detiene un conto in una banca svizzera, dal primo gennaio dovrà pagare molto di più se vorrà che l’istituto di credito, oltre a gestirgli il conto, conservi, a suo nome, anche tutta la corrispondenza amministrativa che normalmente viene recapitata a casa.
Si tratta di una prestazione particolarmente apprezzata dagli stranieri che per una questione di discrezione, non gradiscono ricevere al loro domicilio tutti i dati relativi al movimento del conto o i bilanci di eventuali investimenti.
Fra questi anche molti frontalieri costretti a disporre di un conto-salario in Svizzera.
Da quest’ anno, però, la prestazione, ha subito un aumento consistente. Quasi tutte le banche hanno infatti triplicato le tariffe rispetto al 2009 passando da 100 a 300 franchi l’anno. Ubs, secondo quanto scrive il Caffè, pretende addirittura 300 franchi a trimestre. Il ritocco delle tariffe non riguarda però solo il “fermo posta”. Tutte le operazioni bancarie hanno infatti subito una consistente correzione verso l’alto dei prezzi.
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