Frontalieri: pagati il 17% in meno
Lo prova uno studio appena pubblicato dall’ufficio di statistica del Canton Ticino, USTAT. I frontalieri percepiscono un salario inferiore rispetto ai colleghi ticinesi. Tutto questo avviene in un contesto nazionale in cui il Ticino è all’ ultimo posto per ciò che riguarda i livelli retributivi.
Il dibattito sul rischio di dumping salariale da parte dei frontalieri è vecchio come i frontalieri stessi. Con l’introduzione della libera circolazione, però, la questione era stata regolamentata per impedire che qualcuno giocasse al ribasso ingaggiando gli stranieri per pagarli meno a scapito degli svizzeri. Gli ultimi mesi, poi, sono stati all’insegna di continue denunce, al proposito con l’UDC in prima linea a denunciare, con le sue campagne Bala i Ratt e Ronfa i Gatt, il dumping dei frontalieri a sfavore dei ticinesi.
Ora arriva la conferma. L’Ufficio cantonale di statistica (USTAT), in uno studio appena pubblicato, registra una rilevante differenza fra i salari percepiti dagli svizzeri rispetto agli stranieri. I frontalieri, si legge nella ricerca, sono pagati mediamente il 17% in meno. Stranieri domiciliati e dimoranti guadagnano, invece, tra il 10 e il 14% in meno.
Tutto questo avviene in un contesto in cui il Canton Ticino rimane il fanalino di coda in Svizzera per i livelli salariali. A sud delle Alpi, il salario medio è di 4′900 franchi al mese, 900 in meno rispetto al resto della Svizzera. Importanti anche le differenze salariali tra uomini e donne: nel 2008, il salario mediano maschile era di 5′200 franchi, di soli 4′200 quello femminile.
Red.
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