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I frontalieri superano quota 50mila

27 maggio 2011 – 08:51Nessun Commento

Nel corso del primo trimestre di quest’anno il numero di frontalieri in Ticino è nuovamente aumentato, raggiungendo la cifra primato di 50’519. Su base annua l’aumento è del 9.3%.

Si conferma così la tendenza al rialzo in atto dal 1999. L’aumento si registra in tutta la Svizzera e tocca tutti i settori economici. In Ticino, dove si contano 176’500 impieghi, la proporzione di frontalieri è ormai del 28.1%. In questo cantone resta elevata la quota di frontalieri impiegata nell’edilizia e nel secondario, ma si riscontra un aumento della presenza di pendolari anche nel settore dei servizi.

Secondo la segreteria di Stato per l’economia (Seco) – l’ufficio federale responsabile per la politica economica – questa evoluzione ha avuto delle conseguenze molto positive per l’economia svizzera. L’apertura del mercato del lavoro ha favorito lo sviluppo economico e la crescita demografica negli ultimi anni rafforzando nel suo complesso la piazza economica.

L’immigrazione ha rafforzato la congiuntura svizzera durante la recessione grazie al suo effetto positivo sui consumi e sugli investimenti nel settore delle costruzioni. Rispetto a molti paesi industrializzati e ai nostri paesi limitrofi, nel 2009 il calo dell’attività economica è risultato moderato ritornando rapidamente al livello registrato prima della crisi. Dopo l’impennata del 2009, da inizio 2010 la disoccupazione è nuovamente regredita in modo significativo.

Secondo le valutazioni del Seco, le ripercussioni negative dell’immigrazione sulla manodopera indigena sono rimaste alquanto limitate. L’immigrazione rallenta l’invecchiamento della popolazione e sgrava le assicurazioni sociali del primo pilastro (AVS/AI/IPG/PC) finanziate secondo il principio della ridistribuzione. Poiché anche i lavoratori stagionali possono far valere il diritto all’indennità di disoccupazione in Svizzera, l’immigrazione ha invece comportato costi supplementari per l’assicurazione contro la disoccupazione, anche se finora tali costi si sono rivelati inferiori alle previsioni.

Red./Comunicati

 

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