Manager svizzeri a favore della libera circolazione
Non piace ai dirigenti delle maggiori aziende svizzere l’iniziativa per limitare l’immigrazione che il partito di destra Unione democratica di centro (Udc) si appresta a lanciare in Svizzera. 140 dirigenti delle maggiori aziende svizzere hanno sottoscritto una lettera aperta inviata alla stampa, in cui affermano che l’iniziativa rappresenta un pericolo per l’occupazione, il benessere e la stabilità.
Fra i firmatari, che si definiscono amici del Partito liberale radicale, figurano diversi presidenti di consigli d’amministrazione, fra cui quello dell’aeroporto di Zurigo, della borsa svizzera, della banca Julius Bär, di Swiss Re, del gruppo assicurativo Helvetia e molti altri. Nella lettera si denuncia l’atteggiamento di chiusura nei confronti degli scambi economici con l’estero che traspare dall’iniziativa.
La forte immigrazione crea effettivamente dei problemi, che devono però venir affrontati in modo costruttivo, e non in una semplice ottica elettoralistica, affermano i firmatari della lettera aperta, il cui tenore è stato reso noto dal quotidiano di Zurigo Neue Zürcher Zeigung. L’Udc, con questa iniziativa, ha soprattutto l’obiettivo di guadagnare consensi alle urne, afferma uno dei firmatari. Si teme che l’iniziativa possa pregiudicare i trattati bilaterali con l’Unione europea, in particolare il trattato sulla libera circolazione. In questo caso ne farebbe le spese il settore manifatturiero svizzero, che dipende fortemente dalla possibilità di far capo a manodopera estera.
Red.
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