“Tremonti soffre di sindrome ossessiva di astio”
Non ha usato mezzi termini il presidente dei banchieri ticinesi riferendosi agli incessanti attacchi contro la piazza finanziaria da parte del ministro italiano dell’Economia. In occasione dell’Assemblea dell’Associazione bancaria ticinese, Claudio Generali ha preso in prestito la terminologia psichiatrica per caratterizzare il tenore delle recenti affermazioni di Giulio Tremonti riguardo ad una presunta influenza svizzera sulle decisioni dell’Unione europea.
Claudio Generali ha colto l’occasione della presenza a Lugano della ministra delle finanze Evelyne Widmer Schlumpf per far presente al governo di Berna che di fronte a certi attacchi, il Ticino si aspetterebbe una reazione più decisa da parte delle autorità federali. Generali ha chiesto che si dia prova di fermezza verso l’Italia, per evitare che l’atteggiamento di Berna possa “essere interpretato come sufficienza o noncuranza nei confronti del Ticino”.
La consigliera federale ha assicurato i banchieri ticinesi che Berna segue attentamente la problematica dei rapporti con l’Italia, con l’obiettivo superare le divergenze attraverso il negoziato. Non ha però escluso che in assenza di risultati la pressione potrebbe aumentare, per esempio rivedendo la politica dei ristorni della tassa alla fonte prelevata ai frontalieri.
La strada che si vorrebbe seguire è quella indicata dalle trattative in corso con Germania e Gran Bretagna, che mirano, attraverso il prelievo di una imposta liberatoria, alla legalizzazione dei fondi neri depositati in Svizzera salvaguardando l’anonimità dei clienti ed evitando lo scambio automatico delle informazioni. Se queste trattative andranno in porto, si spera che cambi anche l’atteggiamento di Roma, che finora ha escluso una simile soluzione.
In ogni caso la piazza finanziaria ticinese, ha affermato Claudio Generali, è entrata in una fase di consolidamento. L’epoca della crescita è ormai giunta alla fine, e ora è il momento di puntare sulla qualità dei servizi. Questo tradizionale punto di forza delle banche svizzere ha già contribuito a fidelizzare la clientela italiana in occasione dell’ultimo scudo fiscale. Due terzi dei patrimoni italiani legalizzati in occasione dello scudo sono infatti rimasti nei forzieri ticinesi.
Laura Sadis: creare un contesto favorevole
All’Assemblea dei banchieri ha preso la parola anche la ministra delle Finanze ticinese Laura Sadis, che ha in particolare sottolineato l’importanza di creare condizioni di lavoro favorevoli alla piazza finanziaria. “L’obiettivo – ha detto Laura Sadis – deve essere quello di poter offrire liberamente servizi finanziari verso l’Europa, e in particolare verso l’Italia.” Per arrivarci è importante che se ne tenga conto a Berna, quando vengono definiti e negoziati leggi e accordi internazionali.
Ma la piazza finanziaria ticinese non guarda solo all’Italia. La ricerca di nuove aree di attività si rivolge anche ad altri centri finanziari. In questo contesto è particolarmente promettente l’azione intrapresa dall’associazione recentemente promossa proprio da Lausa Sadis, con cui è stata lanciata una campagna di marketing territoriale per attrarre in Ticino nuove realtà attive nel settore finanziario, come il trading di materie prime o l’amministrazione di hedge funds.
Michele Andreoli
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