Tripoli: ultimatum alla Svizzera
Il Governo libico ha dato tempo fino ad oggi a mezzogiorno al governo svizzero per consegnare alla giustizia Max Goeldi, condannato a 4 mesi di reclusione per violazione delle normative sui visti.
Le autorità libiche hanno dato all’ambasciata elvetica a Tripoli tempo fino a mezzogiorno di oggi per consegnare alla giustizia del paese africano Max Göldi, uno dei due ostaggi svizzeri, condannato a quattro mesi di prigione. Lo ha riportato l’agenzia di stampa ufficiale libica Jana e ripresa dalla televisione Al Jazeera.
Un vero e proprio ultimatum, quello libico, che giunge dopo il week end di trattative a Berlino, a poche ore dalla visita in Spagna della presidente della Confederazione Doris Leuthard e dalla riunione, a Bruxelles, dei ministri degli esteri che della vertenza Libia-Svizzera (che comprende anche quella dei “visti Schengen”) dovranno, a maggior ragione, tornare a discutere.
Il 55.enne ingegnere bernese Göldi, che dirigeva la filiale libica di ABB, è trattenuto nel paese africano dal 19 luglio 2008 assieme al 70enne Rachid Hamdani, uno svizzero-tunisino domiciliato nella regione di Nyon (VD) e sposato con una ticinese. Mentre quest’ultimo è stato assolto dalla giustizia libica e attende il visto di uscita, Goeldi, la scorsa settimana. Oltre ad essere stato condannato a 16 mesi di carcere per violazione delle normative sui visti, poi ridotti a 4 è stato condannato anche a pagare una multa di circa 800 franchi per violazione della legge sul commercio.
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