La serva padrona, opera buffa
ven 25 gennaio 2013
Teatro Santuccio
via Sacco 10 Varese (VA)
Intermezzo comico in due atti
di G. B. Pergolesi, su libretto di G. A. Federico
Esiste un momento esatto nel quale l’Intermezzo comico si trasforma in Opera comica, il momento in cui i caratteri affrettati della trama vengono tradotti in ben congegnate storie e la superficialità con cui si disegnano i caratteri psicologici dei personaggi si traduce in ragionati prototipi, riflesso della colorata varietà umana: il 28 agosto del 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli il 23enne Giambattista Pergolesi presenta il suo melodramma serio “Il prigionier superbo” e, come in uso all’epoca, prepara una storia divisa in due intermezzi comici da offrire al pubblico nelle pause tra gli atti dell’opera, che chiamerà “La serva padrona”.Il fragoroso successo che questa rapida ma succosa commedia riportò nelle sale napoletane si spostò come un’onda d’urto, rivelando d’un tratto come il gusto acuto e pungente dell’ironia fosse apprezzatissimo dal pubblico dell’epoca. Pergolesi, forse senza saperlo, aveva creato un nuovo modello, una perla di comicità, destinata a rimanere immortale e ad essere indicata come la vera nascita dell’opera comica; un’opera alla quale faranno riferimento i maestri della seconda metà del ‘700 e che culminerà nei grandi lavori rossiniani.
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