Omicidio sadomaso: l’amante gli nega un milione.
Ginevra-Ha ucciso il suo amante per rabbia, durante un gioco sadomaso, perché lui non voleva darle un milione di dollari. E’ questa la conclusione alla quale è arrivata oggi la Corte d’Assise di Ginevra nel processo contro Cecile Brossard, quarantenne francese rea confessa di aver ucciso nel febbraio 2005 nella città svizzera il suo amante Edouard Stern, ricchissimo banchiere suo compatriota, vicino al presidente Sarkozy.
Edouard Stern, 51 anni quando muore, è al 38/o posto nella classifica dei francesi più ricchi. E’in buoni rapporti con il futuro presidente Sarkozy e l’ex premier Laurent Fabius, nonché ex marito della figlia del presidente della banca Lazard dalla quale ha avuto tre figli. Dal 2001, quando è già divorziato, ha una relazione con Cecile Brossard, una biondina della banlieu parigina. E’ una rapporto intenso, fatto di alti e bassi e di sesso estremo. Per la difesa della donna, l’uomo la tormenta e la umilia, promettendole soldi e matrimonio, senza poi darle nulla. Per l’accusa invece, Cecile punta solo al denaro. Riesce a farsi versare da Edouard un milione di dollari sul conto corrente, ma poi il banchiere le blocca il conto. E’ questo secondo la Corte d’Assise il movente dell’omicidio. La sera del 28 febbraio 2005, i due si vedono nella residenza ginevrina di Stern, una reggia piena di oggetti di grande valore. Ancora una volta fanno sesso sadomaso. Lui indossa una tuta di latex da capo a piedi e si fa legare. Secondo il racconto di Cecile, i due amanti finiscono per litigare per i soldi bloccati. “Un milione di dollari: caro per una puttana!” le dice Edouard. Lei furibonda gli spara quattro colpi di pistola. Quindi cerca di far sparire le sue tracce sul luogo del delitto, getta la pistola nel lago di Ginevra e fornisce un falso alibi alla polizia. Poi scappa in Australia, ma presto torna in Svizzera e confessa tutto. Da quattro anni è in carcere. Al processo Cecile chiede perdono ai figli della vittima: ”Vostro padre era un uomo intelligente, raffinato, straordinario”. La difesa cerca di far passare la tesi del delitto passionale, provocato da una amore folle e degradante. La pena per questo delitto è più mite, ma la Corte crede all’accusa e la condanna per il più grave omicidio volontario. ”Non è stato l’amore a uccidere, ma l’odio e l’interesse” aveva detto in udienza il procuratore. Domani la Corte si riunirà nuovamente per decidere l’entità della pena. La Brossard rischia fino a vent’anni
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