Frontalieri a quota 62’500
E` ancora aumentato il numero dei lavoratori frontalieri in Ticino. I dati resi noti oggi parlano di 62′458 con un aumento del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Infuocate le prime reazioni provenienti dal Cantone.
Nel secondo trimestre del 2014 in Ticino erano attivi 62′458 lavoratori frontalieri provenienti dall’Italia, con una progressione del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Dei 62′458 lavoratori d’oltreconfine 26′104 sono attivi nel settore secondario, 35′752 nel terziario. Quelli che lavorano nell’agricoltura sono 602. E` quanto emerge dai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) sul barometro dell’impiego.
L’incremento della presenza di lavoratori frontalieri in Ticino è stato più marcato nel settore terziario: +9,4%. Nello spazio di soli tre mesi, dal periodo gennaio-marzo quindi, il numero è aumentato di 2154 unità (+3,5%)..
I posti di lavoro a tempo parziale e pieno erano 185′000, 2′000 in più rispetto al periodo gennaio-marzo, in crescita di poco più dell’1%. Rispetto al secondo trimestre 2013 la crescita è stata di 1′200 posti, pari a circa lo 0,7% in base alla statistica dell’impiego, pure resa nota oggi.
Ricordiamo che al momento dell’entrata in vigore dell’Accordo di libera circolazione delle persone nel 2002, i frontalieri erano in totale 31′911.
La quasi totalità dei frontalieri ticinesi ha domicilio in Italia (62′361). Tenendo conto anche degli altri cantoni il totale dei frontalieri della Penisola impiegati in Svizzera è di 69′318. Complessivamente nell’insieme del paese sono attivi 288′149 frontalieri di tutte le nazionalità, con una aumento del 4,3% su base annua.
Esasperate sono le prime reazioni provenienti sia dalla lega dei ticinesi, sia dall’UDC ma anche da parte del Sindacato OCST per il quale i datori di lavoro ticinesi stanno contribuendo fortemente all’incremento del trend. L’assunzione di lavoratori residenti all’estero a scapito di domiciliati in ticino, il dumping salariale, la presenza di un numero sempre crescente di vetture sulle strade negli orari di punta irritano moltissimo i ticinesi e alcuni schieramenti politici. Il fatto che, poi, i datori di lavoro siano i primi responsabili dell’assunzione di frontalieri crea imbarazzo negli ambienti economici, chiamati da più parti ad assumersi le proprie responsabilità.
Red.
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