Benedizione natalizia a scuola? Bocciata
Benedizione a scuola durante le lezioni. “No grazie”. I genitori si arrabbiano e stanno pensando di avviare una petizione contro questa decisione. L’episodio ha come protagonista la scuola elementare Medea di Varese dove, come ogni Natale, si era pronti ad accogliere il sacerdote per benedire le classi in vista del Natale.
Al che, però, è arrivata la “bocciatura” della nuova dirigente scolastica, Mara Caenazzo: “Esiste una normativa chiara – afferma – per rispettare e differenziare un luogo pubblico, come la scuola, da un luogo di culto. La benedizione natalizia si potrà svolgere, come da tradizione, ma non durante le ore di lezione in cui, in classe, ci possono essere bambini e ragazzi di altri credi religiosi. Se i genitori desiderano questo momento non ci sono problemi a organizzarlo, ma al di fuori dell’orario scolastico. La benedizione è un atto di culto e non un semplice saluto e quindi, per salvaguardare i diritti di tutte le famiglie e, ripeto, come dice la normativa in vigore, potrà essere garantito in un altro momento”. La professoressa Caenazzo, poi, sottolinea le attività portate avanti in questi mesi nelle scuole da lei seguite, in collaborazione con le varie parrocchie: “A Lozza e a Solbiate Olona – aggiunge – i parroci mi hanno chiesto l’uso degli spazi scolastici per organizzare dei momenti di riflessione. Li ho concessi senza alcun problema”.
Non solo: nella scuola media Anna Frank di Varese, appartenente allo stesso istituto comprensivo della Medea, fra poco verrà realizzato il presepe con la mangiatoia pronta ad accogliere Gesù Bambino e l’albero di Natale è pronto a svettare con le decorazioni dei ragazzi. Insomma, le tradizioni religiose sono ben accette.
Eppure, nonostante l’invito a presentarsi al di fuori dell’orario di lezione, dal parroco Nino Origgi è arrivato il “no”. Durante l’omelia di domenica scorsa il parroco ha affermato: “Questa concessione io l’ho rifiutata perché è una decisione che non rispetta la vera laicità della scuola come, al contrario, vanno blaterando alcuni, accecati dalla ideologia, espressione di un laicismo ottocentesco che nega alle varie realtà sociali presenti sul territorio di potersi esprimere pubblicamente, quindi anche nell’ambito della scuola. E proprio nell’ambito della scuola, perché la scuola, è bene che tutti lo ricordino, non è dello Stato, è statale, cioè pubblica, cioè di tutto un popolo: lo Stato non è il padrone. Lo Stato ha solo il diritto e il dovere di organizzare la scuola e il suo buon funzionamento, dando voce a tutte le realtà presenti, nel rispetto reciproco. Nessuno ha il diritto, neppure la responsabile della scuola, di coartare la libertà di espressione privata o pubblica, come garantisce la Costituzione Italiana. O peggio, di emarginare (come in questo caso) i valori e le espressioni religiose presenti sul territorio. Valori che hanno plasmato e formato decine e decine di generazioni. Ma queste persone non ci fanno paura e non ci intimidiscono”. Fra le due fazioni, ci sarà lo scambio del “gesto di pace”?
Nicola Antonello
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