Zurigo: il malcostume della “buoncostume”
E’ scandalo a Zurigo dopo l’arresto di cinque agenti della “buoncostume” locale. I funzionari di polizia, secondo le indiscrezioni, avrebbero passato informazioni sensibili al gestore di un locale in cambio di prestazioni sessuali, alcol e lauti pasti. Nel frattempo, due degli arrestati sono già stati rimessi in libertà.
Anche la Svizzera non è esente dal fenomeno della corruzione. Nelle scorse ore, i PM di Zurigo hanno arrestato 5 funzionari della brigata antiprostituzione, sospettati di avere passato informazioni sensibili al gestore di un famoso locale cittadino in cambio della disponibilità gratuita di alcune squillo, consumazioni di superalcolici gratuiti e fastose cene. La notizia, ha gettato nello sconforto tutto il corpo della polizia cittadina che da anni tenta di tenere sotto controllo il settore a “luci rosse”. In Svizzera la prostituzione è legale ma purtroppo, quello della prostituzione, è un mercato redditizio e non sempre, chi ci lavora, rispetta le regole: scoprire poi che le mele marce potrebbero essere anche fra coloro che dovrebbero tutelare l’ordine pubblico, è decisamente imbarazzante. L’inchiesta, partita lunedì scorso, a seguito di una retata nel Chilli’s club nello storico quartiere del divertimento della Langstrasse di Zurigo, ha dunque portato in carcere cinque agenti, (due dei quali rimessi in libertà nella giornata di oggi anche se rimangono inquisiti) oltre a un’altra mezza dozzina di persone legata al locale. Ora si attendono gli esiti delle verifiche dei magistrati zurighesi.
MB
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