I top ten a rischio di evasione fiscale verso la Svizzera
Si dice che l’occasione faccia l’uomo ladro. E quale occasione migliore può esserci, per un potenziale evasore fiscale, quella di avere a pochi metri di distanza un paradiso come la Svizzera? E così, nella della provincia di Varese, in testa alla classifica dei comuni a maggior rischio evasione traviamo tutti quelli situati lungo la linea di frontiera col Canton Ticino: Lavena Ponte Tresa, Marchirolo, Cugliate Fabiasco, Porto Ceresio, Saltrio, Viggiù, Cunardo, Luino, Cuasso al Monte e Besano.
Sono i comuni della fascia di frontiera varesina quelli in testa alla classifica dei centri a maggior rischio di evasione. I dieci paesi della top ten della potenziale “fuga” degli euro nei caveaux rossocrociati sono, infatti, Lavena Ponte Tresa, seguita da Marchirolo, Cugliate Fabiasco, Porto Ceresio, Saltrio, Viggiù, Cunardo, Luino, Cuasso al Monte e Besano. La fotografia della situazione è stata diffusa ieri (11 ottobre) dalla Spi-Cgil (indagine Ires) in un convegno organizzato al De Filippi di Varese e finalizzato a dimostrare come, se si recuperasse il nero svanito anche nei fondi elvetici, l’Italia, forse, non si troverebbe nelle condizioni di crisi in cui invece è finita. E ad avvantaggiarsene sarebbero proprio i soggetti più colpiti dalla congiuntura economica, vale a dire i più deboli e i più fragili.
Durante il dibattito si è discusso “senza alcuna volontà di avviare campagne di caccia alle streghe né tantomeno di stilare classifiche – ha detto Umberto Colombo, segretario generale del Sindacato pensionati della Cgil Varese -. Vogliamo studiare insieme alle istituzioni un tema difficile per arrivare a costruire un percorso comune di cui possa beneficiare il nostro territorio”. Allo stesso tempo però: “L’evasione fiscale ha raggiunto livelli insopportabili per ragioni di equità e giustizia. Una situazione intollerabile in un momento di crisi profonda. Il livello alto di risorse sottratte all’erario pubblico vanifica i sacrifici imposti al Paese, supportati soprattutto da pensionati e lavoratori che sono i più fedeli contribuenti e coloro che partecipano al gettito fiscale per l’80 per cento. Dunque, promuovere la lotta all’evasione significa adottare uno strumento efficace per operare una riduzione delle tasse sui redditi da pensione da lavoro”.
Da qui la proposta di aumentare i patti antievasione che sono stati sottoscritti da alcuni Comuni in provincia (una trentina, tra cui il capoluogo, su 141). La classifica deve però essere interpretata, sottolineando la presenza dei frontalieri, non soggetti dunque alla doppia tassazione del reddito in Svizzera e in Italia, e che quindi rischiano di scompensare la graduatoria. «Appare quindi evidente come, in presenza di redditi conseguiti in Svizzera e non dichiarati al fisco italiano – hanno osservato i ricercatori dell’Ires – sussista una sottostima del vincolo di bilancio da rispettare. Inoltre, il dato apparentemente “incriminante” di alcuni comuni dimostra indirettamente la bontà del modello proposto, perché i risultati evidenziano quei comuni per i quali, anche se per ragioni non legate all’evasione, esiste una discrepanza tra il reddito dichiarato e quello realmente a disposizione dei residenti della zona”.
Nicola Antonello
Articoli correlati:
- Evasione fiscale: in vista l’accordo con gli USA
- Gruppo Marzotto accusato di evasione fiscale
- Accordo fiscale con la Germania a rischio
- Evasione fiscale: Svizzera condannata dal Consiglio d’Europa
- Svizzera e Italia tra le nazioni “top 10″ al mondo
- Riciclaggio rifiuti: Svizzera al top
- Evasione fiscale: se ti scopro, ti sequestro il conto!
- Corruzione: Svizzera nei “top ten”, Italia al 67esimo posto
- Evasione fiscale: quando la Lega Nord faceva proseliti
- Lotta a evasione fiscale: Roma scrive a Berna
















