Redditometro: frontalieri attenti a non passare per evasori!
In questi giorni in Italia è entrato in funzione il redditometro. Basandosi sui dati che in Italia gli istituti finanziari devono obbligatoriamente fornire al fisco, il software dell’Agenzia delle entrate sarà in grado di ricostruire le spese annuali di ogni contribuente, e di metterle a confronto con le entrate. In caso di incongruenze scatta l’accertamento.
L’inizio sarà graduale: per cominciare ci si concentrerà sui casi più evidenti. Ma progressivamente i controlli verranno estesi. Dopo aver preso in considerazione entrate e uscite degli ultimi tre anni, il software prevede di lanciare un allarme nel caso in cui gli scarti fra il reddito e le spese siano superiori al 20%. In questo caso il contribuente dovrà essere in grado di dimostrare che le spese sono state coperte con i risparmi accumulato negli anni passati o con altre entrate legittime e dichiarate.
I frontalieri potrebbero diventare le vittime predestinate del nuovo sistema di accertamento. A meno che non si facciano versare il salario su di un conto bancario in Italia, presso l’Agenzia delle entrate non risulterà a loro favore alcun reddito. Le banche o la posta svizzera non forniscono infatti informazioni al fisco italiano. È previsto però che le indicazioni del redditometro vengano ponderate dagli Uffici regionali dell’Agenzia delle entrate, che dovrebbero essere al corrente della peculiare situazione dei frontalieri residenti nei comuni fino a 20 km dal confine, che sono esentati dal presentare una dichiarazione dei redditi in Italia.
Ma non si può escludere che qualche frontaliero venga chiamato a spiegare come si sono procurati i mezzi per coprire le spese. Meglio dunque prepararsi a fornire spiegazioni sulle proprie fonti di sostentamento. Quale prova della legittimità del reddito conseguito in Svizzera si potranno presentare i certificati di salario rilasciati dai datori di lavoro, eventuali estratti bancari (attenzione però che i conti siano stati dichiarati, come richiesto dalla nuova imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero IVAFE), o attestati da richiedere all’Ufficio cantonale dell’Imposta alla fonte a Bellinzona.
Red.
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