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Protesta dei Forconi, l’Insubria si ribella

11 dicembre 2013 – 11:32Nessun Commento

Traffico al collasso e volantinaggio senza sosta. La protesta dei “Forconi” continua a oltranza, raggiungendo oggi (mercoledì 11 dicembre) il terzo giorno. E si andrà avanti ad oltranza con qualcuno che, addirittura, profetizza l’organizzazione di una marcia su Roma. Intanto al Ponte di Vedano, il principale snodo viabilistico del Varesotto, si va avanti. Il bersaglio dei manifestanti è il sistema della classe politica: “Mandiamoli a casa tutti questi politici – dice Cristiano Pala, referente per Varese del movimento -. Vogliamo le dimissioni del Governo e del Presidente della Repubblica. La situazione nel Paese è insostenibile e non si può più andare avanti così. Seguendo l’esempio dell’avvocato Paola Musu e di altri, anch’io ho denunciato Giorgio Napolitano per la violazione della Costituzione”.

E’ sufficiente il loro volantinaggio per bloccare ulteriormente un traffico congestionato nonostante i milioni di euro spesi con l’intento di evitare le code. E così si è fermi sulla Sp57 che porta all’autostrada fino a Solbiate Arno, sulle tangenziali in ingresso e in uscita da Varese e sulla SS 233 “Varesina”, dove la colonna arriva a Tradate. Forconi o non Forconi, come detto, non è una novità. “Andremo avanti – aggiunge il leader varesino del movimento – finché non verranno soddisfatte le nostre richieste. E cioè l’azzeramento della classe politica che ci ha portato a questa drammatica situazione. Le persone che ci sono vicine aumentano ogni giorno e chi resta bloccato nel traffico è arrabbiato, ma capisce le nostre ragioni”. I Forconi sottolineano come la loro protesta sia non violenta e anzi, in caso di facinorosi, saranno isolati e segnalati alla Polizia. A proposito di ordine pubblico, al volantinaggio assistono diverse pattuglie delle forze dell’ordine che, pur controllando la pubblica sicurezza “sono con noi – assicura Pala – così come quasi tutti quelli che fermiamo per consegnargli il nostro volantino”.

Stessa situazione a Como Camerlata, alla fine di via Pasquale Paoli dove i manifestanti, una sessantina e in gran parte studenti, distribuiscono volantini. La protesta sta provocando problemi alla circolazione per entrare in città ma, anche in questo caso, nulla di nuovo.

Intanto il ministro dell’Interno Angelino Alfano non sembra altrettanto esaltato per le manifestazioni in tutta Italia “Non consentiremo a nessuno – dice il numero uno del Viminale – che le città vengano messe a fuoco. La linea è quella del rispetto della legge e della democrazia: significa che le forze dell’ordine sono lì per dare supporto a chi protesta pacificamente e nel rispetto della legge». Perché non è pensabile bloccare l’intero tessuto produttivo del paese e perché sono “inaccettabili” le minacce subite dai commercianti “per chiudere le attività”. A proposito di attività chiuse, in Italia le realtà piccole o medie che hanno cessato di vivere sono quasi 500.000 dal 2008 a oggi. Non certo per colpa dei Forconi.

Nicola Antonello

 

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