Svizzera: i ministri non saranno eletti dal popolo
Il popolo svizzero ha detto di no all’iniziativa lanciata dal partito di destra Unione democratica di centro (UDC) che proponeva l’elezione popolare del Governo. La proposta è stata respinta dal 76,3% dei votanti. In Svizzera dunque i membri del Governo continueranno a venir eletti individualmente dal parlamento, e a restare in carica per quattro anni, durante i quali non potranno venir destituiti.
Questa forma di governo unica al mondo era stata messa in discussione dall’iniziativa dell’UCD, lanciata in occasione della mancata rielezione del ministro di questo partito Christof Blocher nel 2007. Blocher era stato accusato di scarsa collegialità. La composizione del governo svizzero, che conta sette membri, è il risultato di una complessa concertazione fra i partiti, il cui risultato è un governo di coalizione che tiene conto della forza dei partiti, delle componenti linguistiche e del peso dei cantoni.
L’elezione diretta avrebbe rotto questo meccanismo a cui la Svizzera deve la sua stabilità politica, e questo ha probabilmente spinto gli elettori a respingere l’iniziativa. Per forza di cose infatti, l’elezione dirette avrebbe favorito candidati appartenenti alla maggioranza linguistica tedesca, nononstante un elemento di protezione delle altre componenti linguistiche previsto dall’iniziativa, secondo cui due seggi avrebbero dovuto venir garantiti alla Svizzera “latina”.
Ma probabilmente a far votare no agli elettori è stato sopratutto il timore che l’attività politica avrebbe assunto il carattere di una campagna elettorale permanente, a scapito della stabilità e della qualità delle decisioni. Il popolo svizzero ha pure approvato una modifica della legge sull’asilo, che inasprisce le condizioni attraverso cui si può ottenere asilo politico in Svizzera. In particolare non è più possibile presentare la richiesta d’asilo attraverso l’ambasciata svizzera del proprio paese, e il diritto all’asilo è stato precluso ai disertori.
Red.
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