Rustici e case di vacanza: prime indicazioni sul blocco votato dal popolo
Accettando l’iniziativa sulle abitazioni secondarie, l’elettorato svizzero si è espresso in favore di una più severa limitazione della costruzione di abitazioni secondarie, case di vacanza, châlets e rustici. Ciò comporta un adeguamento dell’attuale legge sulla pianificazione del territorio. Per chiarire le questioni tuttora aperte, la Consigliera federale Doris Leuthard ha istituito un gruppo di lavoro sotto l’egida dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), il quale ha già emanato prime linee guida per i Cantoni e i Comuni.
Lo scorso 11 marzo Popolo e Cantoni hanno accolto l’iniziativa “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!” che fissa ad un massimo del 20% il numero delle case di vacanza censite in ogni Comune elvetico. Una percentuale nettamente al di sotto di quanto effettivamente già si registra nella maggioranza delle località turistiche svizzere, Ticino compreso.
La decisione popolare rende necessario adeguare la legge sulla pianificazione del territorio al nuovo articolo costituzionale. Al riguardo sorgono alcune questioni giuridiche alle quali la nuova disposizione di legge non fornisce una risposta chiara. Il gruppo di lavoro istituito oggi dalla Consigliera federale Leuthard ha l’incarico di valutare in particolare in che modo il concetto di “abitazioni secondarie” può essere interpretato in maniera conforme alla Costituzione, come sono da intendere le disposizioni transitorie e come si può attuare la nuova norma. “Con il sì all’iniziativa, il Popolo svizzero ha espresso la propria perplessità in merito tema della abitazioni secondarie. È importante ora emanare in tempi brevi le necessarie disposizioni esecutive, conformi alla Costituzione, ristabilendo la sicurezza giuridica, ha sottolineato la Consigliera federale Leuthard.
Attualmente, in molti casi non è ancora possibile stabilire con esattezza quali ripercussioni concrete questa decisione popolare avrà sui Cantoni e sui Comuni interessati. Sin dall’inizio il Consiglio federale aveva attirato l’attenzione su alcuni problemi di interpretazione; così, nel suo messaggio sull’iniziativa, il Governo aveva sottolineato la mancanza di precisione di alcuni concetti del testo dell’iniziativa, osservando inoltre che alcune misure e scadenze non erano descritte in modo sufficientemente preciso. Anche un rapporto commissionato dall’ARE all’impresa Rütter+Partner tematizzava i problemi di delimitazione e di interpretazione inerenti al testo dell’iniziativa. A diverse questioni si potrà dare una risposta esaustiva soltanto emanando disposizioni di attuazione. Poiché questo processo richiederà qualche tempo, l’ARE ha nel frattempo redatto prime linee guida che serviranno da orientamento ai Cantoni e ai Comuni.
Principi da rispettare:
• Secondo l’articolo 195 Cost., la Costituzione federale interamente o parzialmente riveduta entra in vigore con l’accettazione del Popolo e dei Cantoni. Il nuovo articolo 75b Cost. sulle abitazioni secondarie è quindi entrato in vigore il giorno in cui è stato accolto, ossia l’11 marzo 2012.
• Le autorizzazioni edilizie cresciute in giudicato prima dell’11 marzo 2012 mantengono la loro validità.
• L’articolo 197 n. 8 cpv. 2 Cost. prevede che le autorizzazioni edilizie per abitazioni secondarie rilasciate tra il 1° gennaio 2013 e l’entrata in vigore delle disposizioni esecutive non sono valide. Ciò non significa tuttavia che le domande di costruzione presentate dopo l’accettazione dell’articolo costituzionale, ma prima dello scadere dell’anno in corso, possano essere accolte senza problemi in virtù del diritto previgente. Ciò contraddice gli obiettivi dell’articolo costituzionale.
• Alle domande di costruzione inoltrate dopo l’11 marzo 2012 si applica il nuovo articolo costituzionale sulle abitazioni secondarie. In presenza di dubbi circa la compatibilità con la nuova norma costituzionale, le procedure edilizie dovranno essere sospese sino all’entrata in vigore delle disposizioni esecutive. Solo a quel momento sarà infatti possibile valutare le domande.
• Per le domande in sospeso al momento dell’accettazione della disposizione costituzionale occorrerà trovare una soluzione pragmatica e mirata.
• Le domande più impellenti verranno discusse e approfondite in tempi brevi dai membri del gruppo di lavoro. Per quanto possibile, la regolamentazione avverrà a livello di ordinanza. Obiettivo: porre in vigore il nuovo testo di ordinanza alla fine dell’estate 2012.
Del nuovo gruppo di lavoro, diretto dall’ARE, faranno parte rappresentanti del comitato d’iniziativa, della Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell’ambiente (DCPA), della Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica (CDEP), della Conferenza svizzera dei pianificatori cantonali (COPC), dell’Associazione dei Comuni svizzeri (ACS) e del Gruppo svizzero per la popolazione di montagna (SAB) nonché esperti di turismo e rappresentanti dell’Ufficio federale di giustizia (UFG), dell’Ufficio federale di statistica (UST), dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) e della Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Il gruppo di lavoro si riunirà per la prima volta verso metà aprile.
Com./Red.
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