Via libera alla riattazione di 11′000 rustici
Il Parlamento del Canton Ticino ha approvato ieri il Piano di utilizzazione cantonale che dovrebbe finalmente risolvere un problema che si trascina da anni, quello della destinazione dei rustici. Queste cascine che un tempo servivano all’agricoltura e all’allevamento costellano il paesaggio del canton Ticino. Sono destinate alla rovina, a meno che, come spesso succede, i proprietari non vogliano trasformarle in residenze secondarie. Ma i rustici si trovano di regola al di fuori delle zone edificabili. Che fare?
La questione, negli ultimi 40 anni, è stata una continua fonte di frizioni fra proprietari, autorità pianificatorie, governo ticinese e autorità federali. Finora le proposte del Cantone per dare una soluzione normativa al problema ha incontrato l’opposizione di Berna. Il risultato: rustici lasciati andare in rovina, ristrutturazioni abusive, ordini di demolizione, polemiche e vertenze legali a non finire.
Il provvedimento, adottato con 73 voti contro 3 dal Parlamento ticinese, stabilisce che dei 60′000 rustici recensiti, 12′600 sono degni di essere conservati. Di questi, 11′000 potranno essere trasformati in residenze secondarie, 1600 potranno essere ristrutturati mantenendo la loro vocazione agricola.
Lo strumento scelto dal Governo è quello del Piano di utilizzazione cantonale, che si sostituisce ai piani regolatori cantonali quando ci si trova di fronte a problemi complessi. Con la soluzione approvata si è cercato di conciliare le istanze della tutela del paesaggio, le norme di sicurezza e quelle sull’abitabilità. La speranza è di porre termine, come ha sottolineato il capo del Dipartimento del territorio Marco Borradori “a una storia che si protrae da 40 anni”. Ma l’ultima parola spetta alle autorità federali. L’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha infatti la possibilità di fare ricorso contro il provvedimento.
Red.
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