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“L’ oro di Cantello” alla RSI

7 ottobre 2010 – 23:45Nessun Commento

L'asparago bianco di Cantello (cc Vinofamily)

A Falò, programma di approfondimento della RSI, è stato trasmesso giovedi 7 ottobre, “L’oro di Cantello”, un servizio-denuncia sulle insidie ambientali  a cui è sottoposta la valle della Bevera, nel Varesotto, al confine con il Canton Ticino.

IL SERVIZIO DI FALÒ

Un fazzoletto di terra, una vallata morbida che dalle Prealpi scivola verso Varese e la pianura Padana. E’ la valle della Bevera con al centro il piccolo villaggio di Cantello. E’ qui che da decenni i cavatori lombardi, associati con diverse imprese svizzere, prosciugano il territorio del suo bene più ambito: ghiaia e sabbia da destinare all’edilizia.

Si dipana attorno a questa tematica il documentario-denuncia realizzato dalla Tv svizzera RSI e trasmesso il 7 ottobre a Falò. Uno sguardo disincantato, quello degli “svizzeri”, che registra il disastro ambientale che si sta perpetrando ai danni della regione a ridosso del confine di Gaggiolo.

Le cave di sabbia e ghiaia, ma anche i progetti per le “Grandi opere” come la ferrovia Arcisate- Stabio e sopratutto la Pedemontana (la nuova autostrada lombarda) che nel suo incedere rischia di spazzare via una delle risorse più preziose di Cantello: i terreni dove si coltiva l’asparago. “Un brand – si dice nel servizio di Falò – rilanciato una quindicina di anni fa dopo che durante il boom economico la coltura dell’ asparago si era persa”.

A rischio, a Cantello e in tutta la Bevera, ci sono pure le importanti falde acquifere che servono il fabbisogno idrico di tutta la regione, compresa la città di Varese. A completare l’assedio al territorio anche la possibile distruzione della collina di Tre Scali. Infatti, il nuovo piano cave della Provincia di Varese, autorizza il risanamento di una vecchia cava abusiva. Il timore degli abitanti è che invece di un recupero ambientale, l’operazione si trasformi in una mascherata autorizzazione a riprendere lo scavo. D’altronde, il progetto prevede l’escavazione di quasi 2 milioni di metri cubi. Un’ernormità, che potrebbe snaturare il paesaggio e privare Cantello della sua unica « montagna » la collina di Tre Scali appunto, che sarebbe, di fatto, spianata.

Mario Besani

 

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