Dario Galli vuole un pezzo di Svizzera
Il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, insiste per costruire una bretella autostradale attraverso la Svizzera che colleghi Varese a Como. Un progetto audace che secondo qualcuno serve solo a preservare il parco di Tradate. Il Governo ticinese non ha commentato la proposta. Forse attende di capire se si tratta di una semplice provocazione o se invece le intenzioni di Villa Recalcati sono serie.
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Fra i primi a parlarne è stato qualche settimana fa il settimanale della RSI, Falò. Nell’ambito di un servizio sulle grandi opere, progettate subito oltre confine, Dario Galli svela ai colleghi svizzeri di voler costruire una bretella autostradale Gaggiolo-Stabio-Chiasso-Como. “L’idea si giustifica” dice Galli “perché permetterebbe di collegare direttamente Varese all’asse europeo nord-sud senza passare per Como. Galli precisava a Falò come la bretella potrebbe diventare la prima autostrada transnazionale al mondo senza più bisogno di frontiere.
Insomma, Galli che oltre ad essere presidente di Provincia è anche presidente della comunità di lavoro transfrontaliera della Regio Insubrica, proprio in questo giorni ha voluto ribadire alla stampa i suoi progetti e le sue ambizioni per fare crescere e rafforzare i legami insubrici. Tuttavia l’idea della bretella non piacerà sicuramente ai Ticinesi: “sarebbe come regalare un pezzo di Ticino all’Italia”, recita il testo di Falò.
Per il momento comunque, dal governo cantonale non è giunta nessuna reazione. Bellinzona rimane sulle sue in attesa forse di capire se quella di Galli è un’idea seria o solo una “provocazione”. Secondo il commentatore del Corriere del Ticino (del 4 novembre), invece il progetto del presidente della Provincia, ha un obiettivo concreto e preciso: la bretella autostradale attraverso la Svizzera sostituirebbe la già progettata Varese-Como-Lecco che guarda caso taglierebbe per il Parco Pineta di Tradate, di cui Dario Galli è stato sindaco per due legislature.
Mario Besani
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