L’asparago alla ribalta a Cantello
Il sole ha finalmente fatto capolino domenica per salutare la 70esima edizione della fiera dell’asparago di Cantello. ll pubblico non è mancato ed ha letteralmente assalito il tendone per gustare il tipico asparago bianco.
A Cantello l’asparago si coltiva da quasi 170 anni: un documento parrocchiale del 1842 parla di un’asta di asparagi il cui ricavato servì per abbellire il campanile. La tradizione iniziò probabilmente grazie ad alcuni emigranti di ritorno dalla Francia, che importarono l’ortaggio, riuscendo a coltivarlo anche in queste terre.
Da una decina d’anni, cinque produttori hanno rilanciato la coltivazione, permettendo la vendita non soltanto durante il periodo della fiera. Infatti chi volesse gustare gli asparagi li trova in vendita a partire da metà aprile fino alla fine del mese di maggio. All’asparago di Cantello è dedicata anche una rassegna gastronomica a cui partecipano trenta ristoranti del Varesotto, del Comasco e del Mendrisiotto. Fra questi il Montalbano di San Pietro di Stabio, l’osteria C’era una volta di Varese, e l’osteria Al Giardino di Como. In questi locali fino al 23 maggio verranno proposti piatti a base di asparago.
L’asparago di Cantello si presenta in due varietà: di colore bianco con la punta rosa–violacea o completamente bianco (come quello coltivato anche nel Trentino). È buono anche crudo, per esempio tagliato fine e fatto marinare in olio sale e succo di limone. La pioggia delle ultime settimane ha purtroppo rallentato la crescita e diminuito il raccolto. Ma gli agricoltori non sembrano troppo preoccupati e si sono detti comunque soddisfatti dell’annata.
Vito Robbiani
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Bellissimo articolo, complimenti all’autore.