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Qualità della vita: Verbania la spunta su tutti

30 ottobre 2012 – 16:49Nessun Commento

Pallanza (foto cc iMaffo)

Verbania capitale del vivere bene. Como, Lecco, Novara e Varese bocciate. I giudizi emergono dal XIX “Ecosistema urbano”, il rapporto sulla qualità ambientale elaborato da Legambiente, Sole 24 Ore e Istat. Nella classifica finale l’Insubria fa una bella figura soltanto in parte. Merito di Verbania che è arrivata addirittura al primo posto fra le città con meno di 80.000 abitanti.

Nella stessa categoria Lecco è ferma al 31° posto (su 45 città), mentre fra le 44 città medie (fino a 150.000 abitanti), il trio insubrico esce con le ossa rotte: Como è al 30°, Novara al 35° e Varese mestamente al 38°. Altro che Città Giardino. Le note positive arrivano dalla sponda piemontese del Lago Maggiore. Verbania ha strappato il primato grazie un un’efficienza completa in vari settori dove spesso domina le prime dieci posizioni parziali: nelle isole pedonali e nel solare termico pubblico è addirittura prima. Benissimo anche in raccolta differenziata, piste ciclabili, passeggeri nel trasporto pubblico e dati sul Pm10. Sempre fra le città medio-piccole, Lecco si distingue per avere poche automobili, per la ciclabilità della città e nei rifiuti: sia per la differenziata che per la produzione pro capite. Male invece nei dati di qualità dell’aria (biossido d’azoto e ozono), nelle aree verdi totali e nei consumi idrici domestici.

Peggio fanno le città più grandi. A salvarsi, in parte, è soltanto Como. Merito di buone politiche su solare termico pubblico (primo posto assoluto), fotovoltaico e teleriscaldamento. Discreti piazzamenti che hanno consentito di raddrizzare la classifica portata a fondo dai consumi idrici domestici, dal verde urbano fruibile e dal biossido di azoto nell’aria. Peggio è andata a Novara dove invece le categorie riguardanti l’energia portano la città piemontese agli ultimi posti, assieme alla poca superficie di isole pedonali e di aree verdi totali. Ottimo primo posto, invece, nel settore dei rifiuti: sia per la produzione pro capite che per la raccolta differenziata.

Fra le cinque città insubriche il fanalino di coda è Varese. Secondo i dati della relazione, la Città Giardino (sfiorita) è fra le ultime in molte categorie: pure in quella del verde urbano fruibile. Malissimo le Zone di traffico limitato e il teleriscaldamento su edifici pubblici, così come per la dispersione delle reti d’acquedotto. Qualche sorriso arriva dalla gestione dei rifiuti. Ma per scalare la classifica (e la qualità della vita) c’è da lavorare. E molto.

Nicola Antonello

 

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