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Como, Varese, Verbania: prezzi più alti della media

12 aprile 2011 – 06:22Nessun Commento

Fruttivendolo (foto cc artq55)

Non conviene vivere vicino alla frontiera con la Svizzera. Da una indagine svolta dall’associazione dei consumatori italiani Codacons in tutte le 110 province italiane, per verificare dove sia più conveniente fare la spesa, e dove invece le famiglie siano costrette a spendere di più, risulta che più si sale verso nord, più aumentano i prezzi.

Lo studio ha preso in esame un paniere composto da 28 beni, che rappresentano la spesa settimanale tipo di una famiglia media. Nel paniere troviamo generi alimentari come latte, uova, pane, pasta, carne bovina, e beni legati alla persona come sapone, detersivo e dentifricio.

Il risultato della ricerca è clamoroso: Siena si piazza infatti al vertice della classifica del risparmio, risultando la città dove, per acquistare il paniere di beni individuato, si spende meno, ossia 49,83 euro. La provincia più cara sul fronte della spesa è invece Aosta dove, per i medesimi beni, si spendono 63,83 euro, ossia 14 euro netti in più di Siena (+28%). In tutte le regioni nei pressi della frontiera svizzera una famiglia spende ogni settimana € 5 in più della media per fare la spesa.

A Como la spesa settimanale costa € 58,61, a Lecco € 59,79. a Varese € 59,84, a Sondrio € 60,34, a Novara € 60,57. Verbano-Cusio-Ossola, con € 62,10, è la provincia più cara della regione insubrica.

Da notare – spiega il Codacons – come tra le città meno convenienti vi siano ben tre province della Lombardia (Lecco, Varese e Sondrio) e tre del Piemonte (Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola).

Alcuni beni registrano prezzi promozionali estremamente diversificati a seconda della città: ad esempio il riso (1 kg) lo si può trovare a 1,50 euro a Potenza e a 4,84 euro a Nuoro, con una differenza del 220%; il tonno in scatola (confezione 3 x 80 gr) passa da 1,80 euro di Siena a 4,49 euro di Aosta (+149%); 12 rotoli di carta igienica costano 6,98 euro nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola e 3,35 euro a Isernia (differenza del 108%) .

“Le differenze esistenti tra le varie città d’Italia sotto il profilo dei prezzi al consumo, incidono pesantemente sui bilanci delle famiglie e sul loro potere d’acquisto – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Basti pensare che, facendo la spesa nella città più conveniente, a fine anno si avrà un risparmio pari a circa 800 euro a famiglia rispetto alla città più costosa’.

I consumatori possono scoprire se la propria città è conveniente oppure no, leggendo la ricerca completa pubblicata sul blog www.carlorienzi.it

Red./Comunicato

 

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