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Varese e la qualità della vita

4 gennaio 2011 – 00:20Nessun Commento

Vista dal Sacro Monte di Varese (foto Provincia di Varese)

Le classifiche sulla qualità della vita sono un classico tormentone di fine anno. Quella del Sole 24Ore colloca Varese al 53esimo posto, in ripresa di quattro posizioni, mentre Italia Oggi pone la provincia di Varese al 46esimo posto, in discesa rispetto al 2009. Ma cosa hanno a che fare queste statistiche con il benessere dei varesini?

Da anni è aperto tra gli economisti il dibattito sull’inadeguatezza di indicatori come il prodotto interno lordo (Pil) nel misurare il benessere, o se si vuole, la felicità, e si guarda ad altri indici che possono fornire indicazioni sulle diverse variabili che entrano nel paniere della qualità della vita. Gli affari e il lavoro, la salute, l’ambiente, i servizi, la popolazione, il livello di criminalità, il livello di disagio sociale e il tempo libero sono tutte le sezioni che contribuiscono a differenziare le conclusioni di questo tipo di analisi.

Complessivamente il quadro presentato da Varese è comunque piuttosto positivo. Il tenore di vita nella provincia di Varese è tra i più alti, al sesto posto in Italia. Lo stesso valore aggiunto pro-capite di 28.238 euro, elevato seppure in discesa per la crisi economica internazionale, è una conferma dello spirito d’iniziativa e della cultura del fare varesini. Anche depositi bancari, importo medio delle pensioni e spesa per consumi si mantengono su livelli elevati. Adeguato anche il sistema di servizi finanziari. Una Varese ricca, dunque, che produce e consuma.

Buono il giudizio su Varese anche per quel che riguarda l’ambiente e i servizi. Varese è una provincia green con molti ettari di verde (23° posto), una bassa concentrazione di particelle nocive nell’atmosfera (10° posto), un buon livello di depurazione delle acque e un adeguato smaltimento dei rifiuti. Grazie alla presenza dell’aeroporto di Malpensa, si situa al 2o posto nell’indice relativo alla presenza di infrastrutture. I varesini si curano nelle strutture offerte dalla provincia grazie a livelli adeguati di personale medico e infermieristico e di posti letto (in 5ª posizione per emigrazione ospedaliera, pari al 3% dei pazienti).

Varese si colloca posizione migliore rispetto alla media nazionale riguardo alla disponibilità di asili comunali rispetto all’utenza (11,5%). Basso però il numero di professore in proporzione agli studenti nel sistema della scuole medie. L’offerta di strutture sportive pone Varese in posizione di spicco (10ª per il numero di palestre), mentre appare meno ampia l’offerta di attività culturali, librerie, cinema e spettacoli.

Per quel che riguarda la criminalità Varese è in sintonia con la media nazionale, evidenziando peraltro un livello non trascurabile di furti in appartamento e d’auto, probabilmente per l’elevato tenore di vita della provincia. Numerosi anche i reati legati agli stupefacenti mentre risultano bassi i numeri sia di omicidi, sia di reati di estorsione. Velocità della giustizia più elevata della media italiana

Varese si colloca insomma solidamente al centro della classifica. Dal punto di vista soggettivo, i varesini hanno una un’idea del territorio molto più positiva di quello che raccontano i dati: è questo infatti il quadro che emerge attraverso l’analisi sulle percezioni condotta dal Sole24Ore in riferimento alle stesse tematiche misurate dagli indicatori quantitativi. Ad esempio, l’indice di percezione della gravità attribuita al problema del lavoro ci pone al 25° posto (contro il 77° dei dati reali) e quello della gravità attribuita ai problemi di criminalità e ordine pubblico al 39° (contro il 75° della classifica reale).

Ciò significa una sola cosa: i varesini guardano alla propria situazione con una buona dose d’ottimismo e fiducia.

Red./Comunicato Camera di commercio

 

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