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A Varese la crisi si sente meno

16 gennaio 2011 – 09:42Nessun Commento

Industria varesina ( © Camera di commercio)

La crisi economica sembra colpire meno la provincia di Varese rispetto ad altre parti del territorio italiano e lombardo. Mentre in Italia e in Lombardia nel 2010 le ore di cassa integrazione hanno registrato un nuovo record negativo (+31,7% Italia e +16,1% Lombardia), Varese invece ha segnato una seppur timida diminuzione del -4,8%.

Negli ultimi dodici mesi il totale delle ore di cassa integrazione autorizzate nella provincia di Varese è stato pari a 50,7 milioni. Questo è l’effetto della riduzione della richiesta della cassa integrazione ordinaria, utilizzata nei casi di crisi temporanea, che quasi si dimezza rispetto al 2009, passando dai 39 milioni ai 20 milioni di ore circa. Rimanendo comunque ben lontana dai livelli pre-crisi: 4 milioni nel 2007 e 8 milioni nel 2008. In aumento, al contrario, le richieste di cassa integrazione straordinaria.

Dati comunque da non sottovalutare, specie se affiancati a quelli dell’istituto della cassa in deroga, che risulta anche’essa in crescita. Qualche nota positiva può comunque essere ravvisata nel fatto che le richieste di cassa in deroga sempre più spesso provengono dalle stesse aziende che reiterano la domanda. Se da una parte emerge la fatica cronica di alcune realtà produttive nel superare definitivamente la crisi, dall’altra sembra che il numero delle imprese in difficoltà sia circoscritto.

Questi dati – pubblicati sul portale statistico della Camera di Commercio www.osserva.va.it – suggeriscono che le imprese con difficoltà strutturali faticano a superare la crisi, e alimentano un aggregato di lavoratori in cassa integrazione da molti mesi, la cui situazione, già problematica per il taglio di stipendio, potrebbe peggiorare arrivando alla disoccupazione.

Un’altra nota parzialmente positiva è data dal fatto che le imprese varesine richiedono più ore di cassa integrazione di quelle che effettivamente poi hanno necessità di utilizzare. Tale dato sembra suggerire che gli imprenditori varesini mantengano un atteggiamento più lungimirante nei confronti della crisi, richiedendo più ore a scopo prudenziale.

Il primato delle ore richieste spetta al settore della meccanica con il 40% del totale delle ore autorizzate, seguita dal tessile-abbigliamento con il 18% e dalla chimica-gomma-plastica con il 12,6%.

Nel confronto regionale Varese si colloca al terzo posto per ore autorizzate, dopo Milano e Brescia.

Red./Comunicato

 

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