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Turismo: la parola a Elia Frapolli

13 settembre 2012 – 12:03Nessun Commento

Elia Frapolli è il neo direttore di Ticino Turismo. Giovane, entusiasta, eredita dal predecessore Tiziano Gagliardi un ente confrontato con i risultati più negativi della sua storia. In attesa della riforma della legge cantonale sul turismo conferma di volersi concentrare sulla necessità di non disperdere le forze in polemiche trasversali. E riconosce il passaggio buio del settore.

“La situazione del turismo in Ticino oggi è difficile”. Elia Frapolli, neo direttore di Ticino Turismo, l’ente che gestisce il settore cantonale, è chiaro come mai lo era stato il suo predecessore. Negare l’evidenza di un tonfo quantificato in un meno 7,8% di pernottamenti nel 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, beh, sarebbe improvvido. Sarebbe altrettanto sbagliato trovare delle giustificazioni esterne, come, per altro, sembra ancora voler fare parte degli addetti ai alvori. Certo la crisi c’è, il confronto franco/euro sfavorevole pure, ma le cause sono da ricercare anche e soprattutto in un prodotto non sempre all’altezza e all’0incapacità di raffrontarsi con il corretto mercato di riferimento, quello della regione laghi italiana. A fronte di alcuni punti di eccellenza in Ticino vi è una maggioranza di alberghi, ristoranti, destinazioni che non sono più al passo con i tempi, con le esigenze del turista.

Per Frapolli, in attesa della revisione della legge cantonale sul turismo che dovrebbe rivoluzionare il concetto di gestione del settore in Ticino, occorre lavorare “uniti e sfruttare le risorse di cui disponiamo. Riuscire ad avvicinare il marketing al prodotto è la mia principale sfida”. Elaborare, soprattutto, insieme il programma di attività consentirà di smussare gli angoli con gli enti locali, con chi si occupa del prodotto, con il territorio.

L’accento è posto sulla necessità di garantire una migliore accoglienza, di elaborare strategie condivise, di collaborare ad ogni livello: “non ho la bacchetta magica ma credo valga la pena concentrarci sulla necessità di non disperdere le energie”.

Nel frattempo sembra essere andata bene la promozione del Ticino quale sede di turismo del business, così come l’elearning per il personale dei tour operator dei nuovi mercati. Grazie ad una apposita piattaforma formativa è offerta la possibilità di conoscere il prodotto Ticino che, proprio perchè ben conosciuto, i tour operator possono poi proporre ancora meglio ai potenziali nuovi turisti. L’operazione sembra essere andata in porto egregiamente con India e Cina e proprio in questi gironi sono in Ticino a verificare e completare le proprie conoscenze i primi “studenti” indiani.

Attendendo la nuova organizzazione turistica cantonale, quindi, la parola d’ordine di Frapolli è collaborazione. E schiettezza, anche, perchè per lo meno seppur la giovane età e la non infinita esperienza, Frapolli non sembra volersi nascondere, nemmeno dietro al dito di qualche scusa usata, invece, da ancora troppi operatori del settore.

KC

 

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