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Insubria: regione di ladri e criminali?

25 agosto 2012 – 12:28Nessun Commento

Insubria: una regione di ladri e criminali. Sono preoccupanti i dati pubblicati dal Sole 24 Ore sulle denunce di reato del 2011. Rispetto all’anno precedente, nelle cinque province insubriche (Novara, Varese, Lecco, Como e Verbania) si è verificato un aumento medio dell’8% di atti criminali.

In questo specifico dato sulla variazione percentuale tutti i territori al confine con la Svizzera sono nelle prime 40 posizioni sulle 110 presenze in Italia. Va un po’ meglio nella graduatoria generale. Qui in testa c’è Novara, 25esima con 4.629 denunce ogni 100.000 abitanti. Significa che per in ogni condominio dove abitano 20 persone, una volta l’anno scatta una denuncia per qualcosa di non proprio edificante. Un’enormità. Scorrendo la classifica Varese è 43esima (4.010 ogni 100.000 abitanti), Lecco 63esima (3.564), Verbania 77esima (3.251) e Como 84esima (3.130).

Va decisamente peggio per quanto concerne i furti delle case. Fra l’altro si tratta di uno degli aspetti in cui la popolazione è particolarmente sensibile per quanto concerne la percezione di sicurezza. Che, a quanto pare, oggi è sotto le scarpe. Nel 2011, infatti, si è registrato un vero boom di effrazioni nelle abitazioni: nelle cinque zone insubriche, in un solo anno, si va da un aumento di 39,4% di furti a Novara al 18,1% di Como. A parte Verbania che è 71esima, tutte le altre sono nelle prime 22, sempre nella graduatoria media (ogni 100mila abitanti). Novara è addirittura settima, preceduta soltanto da Lucca, Pisa, Pavia, Forlì, Alessandria e Milano. Varese è nona, Lecco decima e Como ventiduesima. Attorno ai laghi prealpini ogni 1.000 abitazioni almeno 5 sono visitate dai topi di appartamento. Senza contare le omesse denunce e i tentativi di furto che, comunque, non sono mai piacevoli da subire. Colpa della crisi che ha prodotto povertà e, quindi, potenziali ladri? Può essere.

Di certo c’è che per contrastarli, servirebbero controlli più efficaci, ma in epoca di tagli non sarà facile. Lo prevedono il Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) e l’Anfp (Associazione nazionale funzionari di polizia), i quali ricordano come il governo sta “tagliando un miliardo e mezzo ai corpi di polizia”. E che la spending review “incide negativamente sull’operatività delle forze dell’ordine: nella sola polizia nel 2012 dovevano essere assunti 2.000 agenti ma verranno messi a concorso solo 400 posti per il blocco del turn over”. Vi è da dire che l’apparato di difesa e sicurezza italiano è fra i più “affollati” al mondo. Ciononostante è preoccupato anche il Silp-Cgil: “Dopo i tagli decisi dal governo Berlusconi – spiega il segretario generale Claudio Giardullo – con la spending review il sistema di sicurezza perderà nei prossimi tre anni altri 18.000 operatori”.

Nicola Antonello

 

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