Zanzara Tigre: specialisti svizzeri a Como
A Como, gli specialisti dell’Università di Basilea, hanno piazzato una trentina di trappole. Lo scopo è di catturare il maggior numero possibile di zanzare tigre, studiarle e trovare il modo di eliminarle. Infatti, l’insetto, arrivato in Occidente negli anni ’90 dall’Asia, oltre che essere molto fastidioso è pure molto pericoloso. Può trasmettere malattie come la febbre gialla e la dengue.
Non è un caso che a Como siano arrivati gli esperti dell’Università di Basilea. Infatti, l’ateneo elvetico vanta un istituto per lo studio e la cura delle malattie tropicali fra i più importanti d’Europa. Oltretutto, la zanzara tigre non è arrivata solo in Italia ma si sta diffondendo anche nel resto d’Europa, Svizzera compresa.
A Como, la prima fase della ricerca è stata quella di piazzare una trentina di trappole specialmente predisposte per catturare il maggior numero di insetti possibile. Per attirare e catturare la zanzara tigre – che può essere lunga dai 2 ai 10 millimetri- è stata escogitato un trucco che consiste in un barattolino contenente dell’acqua e un bastoncino collocato in modo che la femmina possa deporre le uova. Per evitare che la trappola diventi un comodo punto di riproduzione, nell’acqua è stato disciolto un insetticida biologico che impedisce alle uova di schiudersi. Gli studiosi dell’Università di Basilea sono recentemente arrivati a Como per posare le trappole, che saranno poi svuotate ogni due settimane fino alla fine di ottobre.
Un insetto pericoloso
La zanzara tigre è arrivata in Occidente dal Sudest asiatico negli anni 90. Si è diffusa molto velocemente ed è considerata una delle 100 specie non autoctone più pericolose al mondo. Infatti, non è solo fastidiosa ma anche potenzialmente pericolosa.
Secondo l’ideatore del progetto, il Prof. Tobias Suter, citato dal portale “newsnotiziesalute” “La zanzara tigre è un insetto attivo anche di giorno; è molto aggressivo e preferisce il sangue umano. Può trasmette ben 26 malattie, alcune delle quali molto pericolose come la febbre gialla e la dengue. Le uova sono molto resistenti e si possono schiudere anche a distanza di 5 mesi. Proprio questa caratteristica ha permesso alla zanzara tigre di giungere fino a noi”. Sulla base dello studio in corso si spera di potere trovare le misure preventive e debellare la proliferazione dell’insetto. Insomma, una vera e propria guerra italo-svizzera alla zanzara tigre.
MB
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Buongiorno, volevo solo segnalare che tale tipo di attività è svolta in molti comuni italiani già da parecchi anni. Il monitoraggio dei focolai di zanzara tigre attraverso apposite ovitrappole, utili per il conteggio delle uova di aedes albopictus, consente di avere una mappatura specifica delle aree a maggior criticità. Asl e aziende specializzate si occupano della raccolta delle “stecche” alle quali le uova si attaccano, ed equipe di tecnici, provvedono alla loro conta e a redigere report specifici…
Mi chiedo dove sia la novità, così acclamata
cordiali saluti
Buon giorno, grazie per averci inviato le sue osservazioni. La novità risiede nel fatto che a Como sono all’ opera degli specialisti dell’ Università di Basilea molto competenti nello studio e nello sviluppo delle terapie relative alle malattie tropicali. Per noi è anche importante rendere nota la collaborazione fra Italia e Svizzera anche a questo campo.
Distinti saluti, redazione Infoinsubria