Como: la guerra dei chioschi
Concessioni scadute e mai rinnovate. La situazione relativa ai chioschi della città di Como si sta facendo esplosiva. La questione è emersa solo di recente in sede di Commissione Patrimonio e non sembra essere di facile soluzione. Due chioschi su tre non sarebbero in regola.
A Como due chioschi su tre sembrerebbero non avere la concessione in regola. Anzi, di fatto sono scadute. In nove casi addirittura dal 1998. Come riferisce La Provincia, la delicata questione è emersa durante la recente riunione della commissione Patrimonio. Durante una seduta caratterizzata da un clima infuocato a causa della presenza da un lato dei titolari dei chioschi (34 in totale) dall’altro, dei consiglieri comunali, dei due dirigenti e dei due assessori competenti , i dirigenti hanno ribadito che negli ultimi mesi «sono stati fatti ulteriori approfondimenti giuridico – amministrativi che hanno confermato la legittimità di quello che stiamo facendo» e ancora che «le concessioni di suolo pubblico su cui vengono esercitate attività di somministrazione dovranno essere messe in gara». Hanno anche precisato, di fronte ai titolari dei chioschi molto irritati, che «nel bando verrà previsto un punteggio per chi ha effettuato o effettuerà dei lavori».
E se i titolari dei chioschi sono infuriati è perchè i loro diritti, ora, sarebbero messi in discussione nonostante il regolare pagamento dei canoni d’affitto (dai mille ai 13mila euro l’anno). Sul perchè del mancato rinnovo delle concessioni non è stata fatta chiarezza. Una chiarezza che, invece, chiedono a gran voce i titolari dei chioschi.
Red.
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