Galleria Valsolda: nuove complicazioni
Quando si vedrà la luce in fondo al tunnel? Oltre a procedere di ritardo in ritardo, è giunta oggi notizia che il Tar di Milano ha accolto il ricorso inoltrato 12 anni fa da tre proprietari di terreni in cui è stata costruita una parte dell’uscita di Cressogno. La sentenza non dovrebbe compromettere la continuazione dell’opera, ormai pressoché ultimata.
Non sono soltanto i lavori a proseguire a rilento (in atto da circa due decenni), ma anche la burocrazia, che ha nuovamente dato prova di “grande maestria” approvando soltanto in questi giorni il ricorso inoltrato nel lontano 2000 da tre fratelli ticinesi con proprietà terrene in Valsolda, proprietà toccate dall’opera in corso.
Come riportato anche dal “Giorno” di Como, l’Anas sta “attendendo comunicazioni dal proprio ufficio legale”, ma tende ad escludere che l’inattesa sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Milano possa compromettere i lavori. Tuttavia, è probabile che l’Anas dovrà provvedere a stipulare un accordo coi privati, anche perché un fermo a lavori pressoché conclusi (e assai travagliati) sarebbe veramente disarmante, sia per gli operai che hanno investito anni di lavoro, sia per i cittadini del luogo sia, e soprattutto, per gli ottomila frontalieri che anelano ad una via di transito più efficiente.
Nel frattempo il cantiere avanza, mentre fino al primo giugno la strada Regina sarà percorribile a senso unico alternato nella tratta compresa tra la galleria di “Albogasio” e la galleria “Dogana”.
Red.
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