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Amministrative cariche di incognite in Italia

30 aprile 2012 – 06:45Nessun Commento

Abbondanza di candidati a Como (foto cc Gabriele Asnaghi)

Si vota nell’Insubria italiana: il 6 e 7 maggio prossimi, saranno rinnovati i municipi di 40 Comuni dove vivono 297mila abitanti. Ma per conoscere i risultati di quelli più grandi (7 oltre i 15mila residenti) quasi sicuramente si dovrà attendere fino a dopo il ballottaggio a due del 20 e 21 maggio.

La causa? La frammentazione senza precedenti che caratterizzerà queste elezioni amministrative. Si prenda Como, la città più importante chiamata alle urne. Se nel 2007 i candidati furono soltanto 5, stavolta ci sarà l’imbarazzo della scelta. Ben 16 candidati (e 24 liste) aspirano alla poltrona dell’uscente Stefano Bruni. La crisi dei partiti a livello nazionale e quella locale del centrodestra, con in testa il disastro del muro sul lungolago come goccia che ha fatto traboccare il vaso, ha letteralmente scatenato la caccia alla cadrega.

In più, come accade ovunque, la Lega Nord correrà da sola, mentre l’Udc e Futuro e libertà hanno abbandonato il Popolo della libertà da un pezzo. A proposito di Pdl: per la prima volta ha scelto di ricorrere alle primarie per la scelta del candidato. E’ andata malino: dopo la vittoria di Laura Bordoli, lo sfidante Sergio Gaddi, assessore alla Cultura uscente, ha scelto di correre da solo con una lista civica. Insomma, rispetto a cinque anni fa, la partita è tutt’altro che scontata. Primarie anche per il Pd che correrà con Mario Lucini sostenuto da una coalizione di centrosinistra. E a Como è sceso in campo pure Pietro Vierchowod, roccioso difensore campione del mondo con l’Italia nel 1982. Ma un po’ dappertutto c’è un proliferare di liste civiche: alcune improvvisate, altre nate dal disgusto della “Casta” e da una concreta volontà di cambiamento.

Anche nelle altre città oltre i 15mila abitanti si va dai 10 candidati di Cantù ai 4 di Erba, tutt’e due in provincia di Como. Mentre nel Piemonte insubrico i seggi più “pesanti” saranno quelli da conquistare a Borgomanero (Novara) e Omegna (Verbania). Forse ancor più significativi saranno i risultati che giungeranno dal Varesotto: qui i due centri più popolosi al voto sono Cassano Magnago e Tradate, due roccaforti leghiste. Già: come si comporterà il partito di Bossi dopo gli scandali giudiziari di questi giorni? Forse il voto “comunale” e il lavoro dei sindaci del Carroccio (quelli con più alto gradimento in Italia) mitigherà l’emorragia di consensi. Attesa, poi, per vedere quale sarà la quota di astensionismo e di disaffezione dalla politica e l’avanzata di alcune formazioni fuori dal Parlamento ma in ascesa vorticosa nei sondaggi: Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) di Nichi Vendola e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

Nicola Antonello

 

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