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Casa in Italia e imposta alla fonte

27 febbraio 2012 – 11:30Nessun Commento

Ho doppia cittadinanza italo-svizzera. Risiedo e lavoro in Svizzera, ma desidero acquistare una prima casa in Italia e portare la relativa residenza in Italia. Diverrei quindi una frontaliera, nella fascia dei 20 km. Come verrebbe conteggiata la proprietà della prima casa italiana rispetto all’imposta alla fonte? Quali spese posso dedurre sull’imposta alla fonte (mutuo, auto, chilometri, ecc.)? La prima casa di proprietà in Italia va sempre dichiarata all’imposizione alla fonte?

L’imposta alla fonte cui verrebbe assoggettata dal fisco svizzero come frontaliera contempla una serie di deduzioni forfettarie uguali per tutti (cassa malati, spese di trasporto, ecc.). Il fisco svizzero non si interessa delle proprietà in Italia, ma si limita a tassare il reddito conseguito in Svizzera.

La cosa cambia se lei invece chiede il riconoscimento delle spese effettive, cioè se decide di far valere, come si fa con la dichiarazione delle imposte svizzera, le spese del mutuo, i chilometri, il vitto, il 3. pilastro, ecc.). Per poter dedurre queste spese dal reddito bisogna chiedere una tassazione correttiva (entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sono realizzati i redditi).

Questo passo va però valutato molto bene. Tanto per cominciare, per beneficiare di questa possibilità bisogna dimostrare di conseguire il 90% del proprio reddito totale in Svizzera. Per il fisco svizzero fa parte del reddito conseguito in Italia anche il valore locativo della casa di cui si è proprietari e in cui si abita. Calcolato con i parametri svizzeri (circa il 60% della pigione di mercato), si arriva facilmente a un valore locativo di Fr. 8’000 − 9’000 all’anno. In questo caso per poter approfittare della deduzione delle spese effettive bisogna avere un reddito di almeno Fr. 90’000.- all’anno.

Come detto, nel calcolo dell’imposta alla fonte vengono contemplate una serie di deduzioni forfettarie, fra cui anche i premi della cassa malati che in genere i frontalieri non pagano. Le spese effettive potrebbe quindi anche rivelarsi inferiori, e allora si rischia di dover pagare più imposte di prima. Anche perché se si chiede la deduzione delle spese effettive, cambia anche l’aliquota d’imposta. Non viene più applicata quella per l’imposta alla fonte, ma una aliquota maggiorata, per calcolare la quale si tiene conto anche del valore della casa in Italia.

Da quando c’è la possibilità di richiedere il riconoscimento delle spese effettive, a Bellinzona sono arrivate un centinaio di richieste, ma finora nessuna è stata riconosciuta.

 

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