Mario Monti: il primo “insubrico” a capo del governo italiano
Mario Monti è il primo presidente del Consiglio della storia della Repubblica italiana di origine insubrica. Nato a Varese il 19 marzo 1943, ha giurato oggi al Quirinale. Ironia della sorte, come unica opposizione avrà la Lega Nord, il partito con più conterranei prealpini. Sembra passata un’eternità da quando (era il 1995) Umberto Bossi caldeggiava proprio Monti a Palazzo Chigi: “Uno che parla chiaro e non deve rispondere a nessuno”, diceva il leader leghista. Oggi tutto è cambiato.
Ciò che non è mutato è l’affetto dell’economista chiamato a salvare l’Italia per la sua città d’origine. Monti non è nato a Varese per caso. Qui ha passato l’adolescenza a Sant’Ambrogio, il quartiere dei signori e della borghesia milanese. E, ai piedi del Sacro Monte, si reca spesso per trovare gli amici d’infanzia, soprattutto durante i fine settimana.
Un profondo legame che l’accademico della Bocconi svela ogni volta che giunge nella Città-giardino per qualche occasione speciale. Era il 2004 quando l’Università dell’Insubria gli conferì la laurea honoris causa in Giurisprudenza. In seguito fu il Lions club Varese Prealpi a rimarcare il valore dell’operato di Monti come commissario europeo e come accademico, assegnandogli il “Lumen claro”, il tradizionale riconoscimento ai varesini illustri. Nel 2009, infine, il premio gli arrivò dalla Famiglia Bosina, con la consegna della Girometta d’oro. Proprio in quell’occasione, al termine della celebrazione nella Basilica di San Vittore, Mario Monti aprì l’”album dei ricordi”, affermando di conservare emozioni e ricordi varesini.
“Non vivo più a Varese da parecchio – disse due anni fa – ma spero di aver conservato la concretezza e la voglia di fare degli abitanti di questa terra”. Monti ha tenuto per sé anche la delega all’Economia e quindi, superato (si spera) il precipizio finanziario dello Stato italiano, dovrà affrontare anche il tema del rapporto con la Svizzera, uscito con le ossa rotte dopo i tre anni di Tremonti.
Il Governo “italo-insubrico” vanta altri due esponenti di prim’ordine. Al comasco Corrado Passera, consigliere delegato del colosso bancario Intesa-San Paolo, è stato assegnato il super ministero allo Sviluppo economico e alle Infrastrutture. Il ministro ai Beni e attività culturali sarà invece Lorenzo Ornaghi, rettore dell’università Cattolica di Milano con un forte legame con Porto Valtravaglia, sulla sponda lombarda del lago Maggiore: “Ci viene spesso – dice il sindaco Luciano Faverio – e possiede una casa da diversi anni. Ha partecipato anche ad un paio di presentazioni di libri sulla zona del Verbano: è una persona riservatissima che apprezza la tranquillità della nostra zona. Ma soprattutto è un uomo con un enorme senso dello Stato”.
Nicola Antonello
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