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Fisco: accordo Berna-Londra

7 ottobre 2011 – 12:50Nessun Commento

Palazzo federale a Berna

Altro passo avanti della Svizzera nella diatriba fiscale con gli stati dell’UE. Infatti, in queste ore, è stato firmato l’accordo, già parafato in agosto, fra Berna e Londra. Ciò avviene a pochi giorni da quello sottoscritto con Berlino. Ora, all’appello per quanto riguarda i grandi stati continentali, mancano solo Francia e Italia.

Berna e Londra firmano l’accordo – già parafato a fine agosto – per tassare i capitali detenuti segretamente da cittadini britannici in Svizzera. Si tratta di un’imposta anonima liberatoria in cambio del mantenimento del segreto bancario elvetico. Ora, dovranno pronunciarsi i rispettivi parlamenti. L’accordo dovrebbe entrare in vigore dal 2013.~.

Cosa prevede l’accordo:

Con questa intesa i cittadini britannici non residenti in Svizzera ma che continueranno a detenere conti e patrimoni non dichiarati nella Confederazione saranno sottoposti a una tassazione del 27% sui redditi di capitale, del 40% per i dividendi, del 48% sugli interessi.

L’accordo con la Germania, firmato il 21 settembre, prevede invece un’unica aliquota del 26,3 per cento.

La sanatoria del passato:

Gli accordi, come detto, entreranno in vigore a partire dal 2013. Nel frattempo però Berna ha trattato con Londra e Berlino una sanatoria che dovrebbe coprire le evasioni del passato. L’aliquota, nel caso inglese è stata fissata al 34% sui patrimoni, a dipendenza degli importi e degli anni. Secondo le stime delle banche elvetiche, l’aliquota media per il pregresso sarà tra il 20 e il 25 per cento. Per la Germania, la forbice è invece tra il 19 e il 34%, con una media sempre del 25 per cento.
Immediatamente, però, le banche svizzere anticiperanno a Londra una sanatoria “una tantum” di circa 500 milioni di franchi. Per la Germania l’importo anticipato sarà invece di 2 miliardi.

Scambio delle informazioni:

Gli accordi con Londra e Berlino eviteranno alla Svizzera lo scambio automatico delle informazioni preservando così il segreto bancario. Ora o sottoscrivere gli accordi fiscali, fra i grandi stati europei, mancano solo Francia e soprattutto Italia.

Mario Besani

 

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