Ticino: Borradori esorta Bignasca alla calma
“I problemi si risolvono al tavolo dei negoziati, con calma e lucidità”, ha risposto il consigliere di Stato ticinese Marco Borradori interrogato dalla Radiotelevisione della Svizzera italiana in merito alle minacce di Bignasca di organizzare blocchi alle frontiere per impedire ai frontalieri di andare a lavorare.
Il vice presidente del governo ticinese aveva preso parte assieme al collega di governo Norman Gobbi alla riunione dell’Ufficio presidenziale della Regio Insubrica svoltosi a Caslano. La comunità di lavoro cerca di continuare la sua opera in un clima sempre più difficile, disturbata da una parte dalle bordate di Tremonti contro la piazza finanziaria svizzera, dall’altra dalle sparate del presidente della Lega dei Ticinesi sulle possibili ritorsioni da adottare contro l’Italia.
Oltre alla minaccia di impedire ai frontalieri di raggiungere il loro posto di lavoro in Ticino, e all’annuncio di una mozione per sospendere i ristorni dell’imposta alla fonte ai comuni di confine, Bignasca si prepara anche a impedire, mediante referendum popolari, l’approvazione di qualsiasi credito per finanziare progetti legati all’Expo 2015.
Anche a questo proposito le dichiarazioni pubblicate dall’organo della Lega dei Ticinesi non vengono condivise dai ministri della Lega dei Ticinesi presenti in governo. Borradori ha infatti messo in evidenza gli sforzi che il Ticino è pronto a fare in vista dell’Expo in programma a Milano nel 2015, da cui ci si ripromette indotto finanziario e guadagni d’immagine anche per il Ticino.
La Regio Insubrica si distanzia dalle polemiche
Al termine della riunione, l’Ufficio presidenziale ha diffuso un comunicato in cui si distanzia dai toni accesi della polemica, e “si auspicano modalità di dialogo franco e costruttivo in uno spirito di collaborazione. La ricerca di soluzioni utili e condivise – nel rispetto e nell’interesse della popolazione al di qua e al di là del confine – va perseguita con impegno e lungimiranza”.
La Regio Insubrica chiede inoltre che “si trovino risposte adeguate per assicurare da un lato alla piazza finanziaria luganese il ruolo e la funzione di modello e di centro di competenza nel settore finanziario, dall’altro di considerare con la dovuta attenzione e rispetto l’importante apporto che la manodopera frontaliera offre all’economia ticinese.”
Red.
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