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Gemelline scomparse: tra disperazione e qualche speranza

11 febbraio 2011 – 14:45Nessun Commento

“Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto”. Questo il terribile messaggio che Matthias Schepp, il padre delle gemelline scomparse dal 30 gennaio scorso, avrebbe scritto in una lettera inviata alla moglie prima di suicidarsi. Eppure ancora è lecito sperare. Nella vicenda fa ora la sua apparizione una donna bionda vista a Propiano con Schepp e le due bambine. Forse lei potrebbe essere la chiave di tutto.

“Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto”. Un messaggio che non permette equivoci e che metterebbe la prrola fine – la peggiore immaginabile – a questa terribile vicenda. Un’ammissione inquivocabile. Il padre avrebbe, dunque, ucciso le figlie e nascosto i corpi chissà dove.

Tutto sembra assolutamente coerente, tanto più che gli inquirenti hanno scoperto nel computer dell’uomo siti in cui si spiega come procurarsi e utilizzare del veleno. A rincarare la drammaticità della situazione sono giunte anche le prime dichiarazioni della famiglia di Schepp in cui ammette che Matthias aveva dei grossi problemi psichici e che ha fatto tutto questo senza averne coscienza. Insomma, a questo punto si potrebbe dire, con il cuore stretto dal dolore che per Alessia e Livia non c’è più nulla da fare

Eppure, nelle ultime ore una testimonianza sembra riaprire ancora tutto. A Propiano, il primo febbraio scorso, due giorni prima del suicidio di Schepp, Olga Ornek, una signora residente nella cittadina corsa, afferma di avere visto, verso le nove e mezza di mattina il padre a passegio con le bambine. Con loro anche una misteriosa signora bionda. Tutti sembravano tranquilli, le bambine stavano mangiando un croissant mentre l’uomo e la donna discutevano.

Olga Ornek ha fornito agli inquirenti una serie di dettagli molto precisi che hanno trovato riscontro. La descrizione dei vestiti delle bambine, ad esempio, corrisponde perfettamente a quella resa dalla madre. Anche la presenza della signora bionda non appare singolare. Altri testimoni ne hanno fatto mensione. Dunque, la speranza si riapre, la misteriosa figura, che improvvisamente fas la sua apparizione nella vicenda, potrebbe diventare la chiave di tutto. Osare sperare è ancora possibile.

Red.

 

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