Confederazione svizzera: emergenza tunisini
Anche la Svizzera si prepara a subire i contraccolpi dell’arrivo in massa, a Lampedusa, dei clandestini dal Maghreb. L’attenzione si sta concentrando soprattutto sui confini meridionali del paese fra Lombardia e Canton Ticino. I primi arrivi entro una settimana. Intanto, da 24 ore il flusso di disperati verso Lampedusa si è arrestato ma potrebbe essere solo una tregua.
Da ventiquattro ore, il flusso di clandestini provenienti, soprattutto dalla Tunisia, sembra essersi fermato. Ma potrebbe essere solo una tregua momentanea. Negli ultimi giorni, oltre quattro mila persone, (compreso donne e bambini) sono giunte sulle coste dell’Isola di Lampedusa, a sud della Sicilia. Un arrivo in massa che preoccupa anche le autorità elvetiche. La Svizzera ha già iniziato a prepararsi nel caso una parte di questi clandestini dovesse giungere ai confini elvetici. Il Governo federale ha già predisposto un piano di accoglienza dei rifugiati individuando spazi idonei per ospitare questa gente.
Le autorità elvetiche, sono in contatto costante con il governo italiano, proprio per monitorare eventuali movimenti verso nord. Berna si consulta costantemente anche con gli altri paesi dello spazio Schengen/Dublino per cercare di coordinare, con gli stati europei, eventuali operazioni di aiuto e di accoglienza. «Siamo già al lavoro», ha detto alle agenzie Simonetta Sommaruga, ministra della giustizia svizzera. I posti di frontiera sono stati già tutti messi in allarme soprattutto quelli a sud delle Alpi. C’è tuttavia da dire che i rifugiati tunisini, se dovessero effettivamente migrare verso nord, cercheranno di raggiungere, in particolare, la Francia dove vivono parenti e amici. Secondo il corpo delle guardie di confine svizzere, per il momento la situazione è assolutamente calma. I primi arrivi potrebbero registrarsi entro una settimana.
Red/agenzie
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