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Rifugiati: i sotterfugi di Roma

5 marzo 2011 – 11:12Un Commento

Immigrati a Lampedusa (foto cc Vito Manzari)

L’Italia limita l’accoglienza dei richiedenti l’asilo provenienti dalla Svizzera. Malgrado gli obblighi previsti dagli accordi di Dublino, Roma, appellandosi ad alcuni cavilli giuridici, cerca di eludere le proprie responsabilità, mettendo nei pasticci i paesi vicini compresa la Confederazione.

I  dissapori fra Svizzera e Italia non acennano a dimunire, anzi. Dopo lo scudo fiscale e la “black list ” di Tremonti, ora a dividere gli animi sono i rifugiati. Minacciati da un possibile grande afflusso di clandestini provenienti dal Maghreb, tutti i paesi europei si stanno organizzando per evitare il caos. Anche la Svizzera teme di diventare un approdo facile per molti rifugiati economici. Tuttavia, gli accordi di Dublino ai quali ha aderito anche la Confederazione, dovrebbero servire proprio a scongiurare situazioni incresciose. Invece, secondo quanto è stato ammesso proprio oggi dall’ Ufficio federale della migrazione, l’Italia userebbe alcune furbizie per non riammettere sul proprio territorio i rifugiati rinviati dalla Svizzera.

In buona sostanza, essendo l’Italia uno dei primi paesi di approdo dei rifugiati, è tenuta a registrarli e semmai ad accordare loro il diritto d’asilo. In caso contrario deve rinviarli ai propri paesi di origine. Se alcuni di questi disperati riesce a passare in altri paesi, proprio grazie agli accordi di Dublino, l’Italia se li deve riprendere.

Tuttavia, approfittando di una clausola prevista in questi accordi, l’ Italia può scegliere il mezzo di trasporto per il rinvio dei clandestini e la loro destinazione. Proprio grazie a questo “escamotage”, Roma è disposta ad accogliere dalla Svizzera solo un numero limitatissimo di clandestini, e solo via aerea: 5 al giorno se il volo di linea parte da Zurigo e 4 se parte da Ginevra. Oltretutto, l’Italia non autorizza più voli speciali provenienti dalla Confederazione.

Una situazione che per le istituzioni si sta facendo inacettabile. Infatti, la prima a parlare di queste difficoltà con l’Italia è stata Karin Keller-Sutter, ministra della giustizia del Canton San Gallo e presidente dei direttori cantonali di giustizia e polizia che si è espressa in modo preoccupato, già domenica scorsa. Secondo la Signora Keller-Sutter, è estremamente urgente che Berna intavoli una trattativa con Roma prima che la situazione diventi ingestibile. La riammissione con il contagocce, da parte italiana, dei clandestini, sta creando grosse difficoltà. Se poi dovesse prodursi un’emergenza generata dalle crisi nel Maghreb, la questione, secondo la ministra svizzera, rischia di degenerare e di mettere gravemente in discussione proprio gli accordi di Dublino.

Mario Besani

 

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